LIBRI: Tunkashila

di Gerald Hausman

Il tempo è l’erba che cresce dall’eternità.

Come certamente mi è già capitato di dire, mi pare che il poema epico sia una forma narrativa tipica delle culture indo-europee. La maggioranza dei testi rientranti nella categoria, infatti, è stata prodotta in Paesi afferenti a questo gruppo di popoli. Si pensi ai poemi greci, o indiani, ma anche romani, persiani e, più recentemente, franco-occitani e inglesi. Ciononostante, il poema epico non è esclusivo degli indo-europei, e certamente non lo è l’epica nel senso più ampio del termine.
Tunkashila è un testo che raccoglie diversi miti dei nativi nord-americani. Non è, però, una semplice antologia di storie, folklore o leggende, ma una compilazione che mira a ripercorrere la tradizione orale di questi popoli dai miti della creazione alla fine del loro mondo. Lo fa con un linguaggio poetico, a volte perfino “alto”, ma senza far venire meno quel tocco a volte scanzonato tipico delle narrazioni amerindie.

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VIAGGI: Vaduz, Liechtenstein

Il Liechtenstein è un simpatico micro-Stato incastrato tra Svizzera e Austria e Vaduz ne è la minuscola capitale. Ammetto candidamente di esserci andato più per soddisfare una curiosità intellettuale che per via di un qualche proposito turistico ben preciso. Dopotutto, escludendo le saltuarie notizie sulle lamentele degli abitanti circa i ripetuti sorvoli del loro territorio da parte di elicotteri dell’esercito svizzero, non è che ne sapessi granché.

Liechtenstein (2)

Il castello principesco visto dal centro città. Sembra quasi fiabesco, vero?

Per chi non ci è mai stato e volesse qualche informazione, be’… che dirvi? Il paese assomiglia un po’ a un quartiere residenziale di periferia di una cittadina italiana di medie dimensioni. Le abitazioni sono un po’ più sparse, il terreno forse un po’ più montuoso, ma siamo lì.
Sostanzialmente la quasi totalità dei punti di interesse della capitale si dispone lungo Städtle, una “lunga” strada pedonale. A un’estremità di questa micro-arteria sorge la cattedrale di San Fiorino, abbastanza modesta anche se caruccia; all’altra, il municipio, anch’esso non indimenticabile.
Nel mezzo sorgono diversi negozi – spesso di abbigliamento – e ristoranti. Noterete subito, se venite dalla Svizzera, come i prezzi siano più amichevoli e vi verrà voglia di porre rimedio ai giorni di privazioni patiti oltre confine (ho confuso voi con me?).
Anche i musei si affacciano sulla strada. Ho visitato il Museo Nazionale che, pur non essendo certo gigantesco, è abbastanza carino e completo. Presenta pure una serie di reperti curiosi, come un mucchietto di terreno lunare. Poco oltre c’è il Museo postale, che è sostanzialmente una stanza con alcuni documenti d’epoca; è gratis, quindi ok, non sto a lamentarmi.
C’è un forte contrasto tra gli edifici dall’aspetto “antico” e quelli volutamente moderni. Da un lato, il Palazzo del governo e il municipio hanno uno stile più tradizionale, dall’altro il Parlamento, le Poste e il Museo d’arte moderna si pongono decisamente su linee estetiche più ardite.

Credo sia naturale che il castello principesco sia il pezzo forte di questa città. Lo si scorge bene anche dal basso, arroccato come un bastione delle fiabe sui fianchi delle Alpi. Una anonima stradina permette di raggiungerne l’ingresso, sennonché quest’ultimo sembra più il retro. Le mura massicce lasciano credere al visitatore che, oltre, avrà modo di vedere cancelli dorati finemente lavorati che celano facciate maestose, ma non è così. Semplicemente, si vedranno delle auto parcheggiate e i bidoni della raccolta differenziata. Principe, sei uno di noi. L’interno, inoltre, non è visitabile perché la famiglia ci vive.
Tutto sommato, il castello è più bello visto da sotto, ma la passeggiata ci sta comunque. Dall’alto, poi, si può scattare una bella panoramica della città, per rendersi ancora più conto di quanto sia una semplice periferia residenziale. Tra tutte le case, spicca quella nota come “Casa rossa“, che è un po’ più fashion.

Liechtenstein (3)

Balzers. Avrei potuto inserire una foto con il castello più nel dettaglio, ma ho preferito questa per farvi capire bene quanto questi paesi siano davvero una periferia residenziale.

Al ritorno da questa bella avventura, mi sono fermato a Balzers che, con i suoi meno di 5.000 abitanti, è il quarto comune per popolazione. In realtà la superficie comunale è composta da tre aree scollegate tra loro e disposte – rispettivamente – a ridosso della Svizzera, al centro del Liechtenstein e a ridosso dell’Austria. Bizzarro. Preciso quindi che io sono stato nella prima di queste tre zone, che è poi quella del capoluogo. In questo caso il pezzo forte del paese è il Burg Gutenberg, castello del XII secolo che si erge su una collina. Non è molto grande, ma decisamente bello. Diciamo che, se abitassi qui, anch’io ne andrei fiero; che cavolo, è una città minuscola! Vicino sorge pure la chiesa di San Nicola, anch’essa non male.

A questo punto mi sono pure tolto lo sfizio di varcare a piedi il confine tra Liechtenstein e Svizzera, passando sul ponte sul Reno, decorato con bandiere dei due Paesi che sventolano gagliarde nell’aria frizzantina.

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VIAGGI: Borghi del Molise, Italia

Oggi vi porto un po’ a zonzo per la Regione italiana che, mi dicevano, non esiste (Molisn’t). Ho deciso di visitare alcuni dei suoi paesini e, in particolare, quelli che fanno parte dell’associazione dei borghi più belli d’Italia. Potrebbe essere un’idea per un fine settimana.

La prima città di cui vi parlo è Agnone (Isernia). Invero, non è niente di ché. Tuttavia, ne avevo sentito parlare bene su vari siti di viaggio e, essendo tutto sommato la Regione piuttosto piccola, non mi costava granché inserirla tra le tappe. Le uniche attrazioni degne di nota, a mio avviso, sono due. La prima – e più celebre – è la Pontificia Fonderia di Campane Marinelli, da molti ritenuta l’azienda italiana più antica ancora in attività. La sua sede ospita anche un museo dedicato, ovviamente, all’arte della realizzazione di oggetti in metallo. La seconda cosa che mi ha colpito positivamente è la sede locale dell’Università del Molise, che presenta un chiostro carino di cui vi allego una foto. Per il resto – e spero di non ferire nessuno – Agnone non mi è sembrata questa gran roba, anzi è piuttosto fatiscente e trascurata in alcuni suoi edifici, elemento che ho ritrovato spesso.

La sede universitaria di Agnone.
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VIAGGI: Anversa (Antwerpen), Belgio

Anversa (Antwerpen in fiammingo, Anvers in francese, Antwerp in inglese, e chissà che altro) è la seconda città del Belgio per popolazione. Forse non può definirsi una delle più belle da un punto di vista prettamente estetico, ma ha diversi elementi che la rendono peculiare.

Antwerpen (3)

Interno della stazione centrale.

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LIBRI: Pharsalia

di Marco Anneo Lucano

Dato che ultimamente ho voluto tartassarvi con delle opere epiche – che l’anno scorso avevo un po’ trascurato – vi propongo un testo che ci viene dal mondo latino: forse non uno dei poemi più importanti della storia dell’epica, ma un’opera piuttosto nota per chi studi la letteratura romana e un valido esponente della cosiddetta “età argentea”. L’autore (vissuto tra il 39 e il 65 d.C.), era di idee decisamente ribelli e sgradite ai poteri forti, come vedremo. Ne è prova il fatto che venne costretto da Nerone a suicidarsi, come altri grandi esponenti della letteratura dell’epoca, tra cui Seneca e Petronio.

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VIAGGI: Mechelen, Belgio

Ennesimo appuntamento con il Belgio e le Fiandre. Questa volta vi propongo Mechelen (Malines in francese), cittadina a metà strada tra Bruxelles e Anversa, distanti circa 30 km. È meno nota e gettonata delle altre mete della regione di cui vi ho parlato, ma è piuttosto carina: tra chi ha masticato un bel po’ di Belgio è in genere consigliata come tappa, ma comprensibilmente finisce in sordina rispetto alle rivali più grandi e famose.

Mechelen (2)

Piazza con torre di San Rombaldo, brum brum (ignoratemi).

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LIBRI: The Columbiad

di Joel Burlow

Quando ho comprato questo libro, non mi sono informato circa il suo contenuto, e se lo avevo fatto in passato avevo dimenticato quanto letto. Quindi ho creduto fino all’ultimo di stare per leggere un poema sulle imprese di Cristoforo Colombo. La stessa prefazione dell’autore sembra quasi lasciarlo intendere. E invece…

E invece mi sono ritrovato con un poema in cui Colombo ha una visione che gli mostra quanto saranno fighi in futuro gli Stati Uniti. Davvero. Insomma, c’è il navigatore in prigione – sappiamo quanta ingratitudine ricevette nonostante l’importanza delle sue scoperte – e arriva una sorta di spirito angelico e nume tutelare del continente americano che gli mostra cosa accadrà nelle terre visitate nei suoi viaggi.

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VIAGGI: Gand (Gent), Belgio

Rieccomi a parlare di Belgio! Gand (Gent in olandese) è un’altra di quelle cittadine che vengono ripetutamente nominate come le più belle del Paese. Ricorda Bruges – e in realtà c’è chi, vedendo le mie foto, ha detto che in generale si assomigliano un po’ tutte – anche se è più monumentale.

Gent (1)

Lungo il Leie (Lys in francese), sotto un cielo plumbeo. Notare, in fondo, chiesa e ponte, tappe obbligate.

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LIBRI: Alba fatale

di Walter Van Tilburg Clark


Il romanzo di cui vi parlo oggi ha ispirato uno dei miei film preferiti. Questo è anche il motivo per cui ho deciso di leggerlo, incuriosito dalle eventuali affinità e differenze tra le due opere.

Nel 1885, in un paese del Nevada, si viene a sapere che del bestiame è stato rubato – per l’ennesima volta – e che un mandriano è stato ucciso con un colpo di pistola alla testa. I cittadini decidono di mettere insieme una posse – ovvero un gruppo armato di persone – che dia la caccia ai responsabili prima che riescano ad allontanarsi troppo. Benché la maggioranza dei presenti sia d’accordo nel compiere la missione, alcuni ritengono che sia meglio aspettare lo sceriffo – temporaneamente assente – perché agendo come suggerito si procederebbe per vie extra-legali, o quasi.

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VIAGGI: Bruges (Brugge), Belgio

Quando si cerca su internet un elenco delle città più belle del Belgio, Bruges (Brugge in olandese) fa sempre capolino. Non escludo di poterla collocare al primo posto nella mia personale classifica. Non ho potuto ammirarla con un bel clima estivo che permette quelle foto con case che si specchiano sui canali, ma anche l’atmosfera tetra e piovosa che vi ho trovato aveva un suo fascino.

Brugge 2

Canali e clima tetro.

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