LIBRI: The Pathless Trail

di Arthur O. Friel

“Oggi i malati stanno meglio, Thomaz?”
“Molto meglio, senhor” disse il ragazzino, con noncuranza. “Sono morti”.

Friel 01Abbandonatevi con me nelle descrizioni colorite e nelle avventure scanzonate nella foresta amazzonica scritte da uno dei più celebri autori pulp americani di inizio Novecento. Immergetevi nelle ambientazioni dettagliate ma forse un po’ stereotipate del Brasile del 1920, pieno di insidie sia da parte dell’uomo che da parte della natura.
Partiamo dalle minacce umane: che sia un avido avventuriero tedesco o che si tratti di feroci tribù di cannibali, o magari di bande di criminali peruviani che varcano il confine, l’Amazzonia pullula di tagliagole e loschi figuri. Certo non mancano personalità più positive, come coraggiosi indigeni – ma sempre cannibali – o piantatori di alberi della gomma con il loro piccolo impero economico. Continua a leggere

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FILM: 3 western muti che meritano

Sono stati realizzati tantissimi western nell’epoca del cinema muto, tanto che se dovessi essere rappresentativo dovrei parlarvi di decine di essi. Ma ve li risparmio (e me li risparmio)… Pensate che gli stessi Buffalo Bill e Annie Oakley vennero filmati durante le loro performance del Wild West Show.
Nel mezzo di questa produzione immensa si trovano tanti prodotti a basso budget e di qualità non eccelsa, ma anche varie perle. Non vi ripropongo Il vento (1928) e I tre furfanti (1926), perché ne ho già parlato qui, ma sono – per me e non solo – tra i migliori realizzati. Quindi, vado a pescare altrove.

Silent western 01La grande rapina al treno
The Great Train Robbery, 1903, Stati Uniti, regia di Edwin S. Porter
Da molti è considerato – in maniera un po’ impropria – come il primo western. Molto corto (11 minuti), racchiude già in sé la quintessenza del genere. Lo stesso tema è uno di quelli che verranno riproposti numerose volte nella Storia del cinema. La trama è molto semplice e può considerarsi ispirata a fatti realmente accaduti nella vita di frontiera. Continua a leggere

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VIAGGI: Niagara Falls e Niagara-on-the-Lake, Canada

Oggi parliamo di quella che è forse la meta più gettonata e celebre del Canada, ovvero le cascate Niagara. Forse non tutti sanno che Niagara Falls è anche il nome della cittadina in cui si trova questa attrazione naturalistica, al confine tra Ontario e New York (sul lato americano c’è un’altra cittadina chiamata anch’essa Niagara Falls…).

Niagara (1)

La sensazione di spiaccicamento del povero battello.

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FILM: 3 western d’animazione che meritano

Ciao! Proseguo la rassegna di western divisi per sotto-genere.
Non ne sono stati realizzati molti d’animazione (in particolare lungometraggi), ma è comunque possibile trovare qualche produzione interessante. Proprio per via del ridotto numero di opere complessive, ho scelto di parlarvi solo di tre esempi, tagliando fuori a malincuore alcuni titoli famosi o meritevoli.

Animated western 01West and Soda
West and Soda, 1965, Italia, regia di Bruno Bozzetto
Realizzato dal celebre cartoonist milanese, è una piacevole commedia western che prende spunto dai grandi classici per enfatizzarne i cliché o sfruttarne i topoi. Il protagonista è ispirato all’Alan Ladd di Il cavaliere della valle solitaria, in particolare nel look: l’abito bianco lo identifica subito come il buono, calcando volutamente la mano su questo stereotipo. A contrapporglisi c’è il Cattivissimo, rigorosamente in nero. Continua a leggere

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LIBRI: Tamerlano + Al Aaraaf

di Edgar Allan Poe

Tamerlane 01Senza dubbio noto principalmente per i suoi racconti del terrore, Poe (1809-1849) ebbe anche modo di comporre alcuni versi interessanti e pregevoli. In essi si coglie una notevole forza evocativa, con immagini di una certa potenza, spesso permeate da un alone di vago, indefinito, quasi onirico. La poesia più famosa è forse Il corvo (1845), con il suo celebre, ridondante, inquietante “Nevermore“. In essa si colgono i tratti gotici che caratterizzano la sua produzione in prosa.
Meno noti, ma comunque apprezzati sono i due brevi poemi epici di cui vi parlo oggi. A differenza di altri che vi ho propinato, sono davvero corti e potreste provare ad affrontarli! Continua a leggere

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FILM: 3 western “seriali” che meritano

Nella mia lunghissima sequenza di articoli sui western, sono giunto all’ultima categoria di sotto-generi che intendo proporvi, ovvero quelli basati su caratteristiche “tecniche” del film. Si capirà meglio cosa intendo man mano che usciranno i post…
Oggi vi parlo di quelli “seriali”, che in realtà sono di due tipi diversi. In America esistevano infatti i Serial Western e i Western Serial e sinceramente non so bene in italiano come andrebbero tradotti questi termini, forse invertendo aggettivo e soggetto, giusto per creare ancora più caos.

— WESTERN SERIAL —
È un tipo di film che andava molto di moda fino agli anni ’40; in sostanza, la storia era divisa in tanti brevi episodi che venivano proposti settimanalmente nelle sale, e che in genere accompagnavano un film lungo.

Serial western 01The Lone Ranger
The Lone Ranger, 1938, Stati Uniti, regia di John English e William Whitney
Suddiviso in 15 episodi per una durata complessiva di 264 minuti, è, come si può notare da queste cifre, una sorta di via di mezzo tra un film e una serie tv (ma allora le tv non erano così diffuse). Continua a leggere

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LIBRI: Le saghe dei poeti-guerrieri

Warrior poets 01Le skáldasögur (saghe degli scaldi, ovvero dei poeti) sono un insieme di quattro/cinque testi che fanno parte del più ampio corpus delle saghe degli islandesi, a loro volta parte delle saghe nordiche. Ho comprato un libro della sempre mitica Penguin che le accorpa e ho pensato – inopinatamente – di parlarvene.
Queste saghe hanno vari elementi in comune, i più importanti dei quali sono la presenza di un protagonista che è un guerriero ma anche un poeta (occasionalmente al servizio di qualche signore) e l’amore per una donna che però viene ostacolato dal suo (di lei) venire legata in matrimonio ad altri pretendenti.
La lettura è complessivamente interessante, forse un po’ ostica per chi non è avvezzo, ma comunque carina. L’elemento per me peggiore è la continua introduzione di personaggi che finiscono con il confondersi tra loro: non è raro che per tre volte di seguito ci sia una frase del tipo “C’era un uomo di nome… figlio di… che era marito di…  e aveva per figli…”. Mind blown.
Ad ogni modo, trovo che queste opere siano perfette per calarsi nelle atmosfere dell’epoca e per conoscere una cultura più complessa di quanto ci si potrebbe aspettare. Continua a leggere

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