VIAGGI: Maastricht, Paesi Bassi

Nella mia ignorantia (da leggersi rigorosamente con la g dura), non sapevo o non ricordavo che il nome di questa città derivasse dal latino. Mosae traiectum, ovvero “passaggio sulla Mosa”: questa l’origine, che rivela un certo pragmatismo tipico degli antichi romani.
Maastricht è quella cittadina collocata nella propaggine di Paesi Bassi che si insinua prepotentemente verso Sud, tra Beglio e Germania: da un lato, c’è Liegi a un tiro di schioppo, dall’altro Aquisgrana. Ed è anche il luogo che deve la propria fama principalmente ai trattati che qui vennero stipulati nel 1992, fondativi dell’Unione Europea.
Una realtà piuttosto grande, ma capace anche di offrire una certa aria provinciale.

A sinistra, Sint-Janskerk, protestante, a destra Sint-Servaasbasiliek, cattolica.

Non posso dire che abbia monumenti impressionanti o musei assolutamente imperdibili, e neppure paesaggi mozzafiato. Tuttavia, presenta un elegante mix di questi elementi che rende piacevole una visita.
Strade ampie e circondate da edifici in stile sei-settecentesco si accompagnano a vicoli più stretti e tortuosi, compresi quelli dell’università, molto frequentata da studenti stranieri. Elementi portanti della città sono le tre piazze principali.
Vrijthof, la più ampia, dà sul retro di due delle chiese più importanti: San Giovanni (protestante) con il suo caratteristico campanile di colore rosso intenso e San Servasio (cattolica), che ho letto essere la più vecchia dei Paesi Bassi, anche se ho qualche dubbio (ci sono ipotesi diverse). Certo è che le sue origini sono comunque antiche e visitarla è stato piacevole, considerando i suoi interni e il suo tesoro di arte sacra; non mancano chicche come la tomba dell’ultimo re Carolingio. Inoltre, alcuni edifici di pregio si affacciano su questa piazza: uno spagnolo del XVI secolo, uno militare del XVII e il teatro.
Onze Lieve Vrouweplein (mi mancavano le Onze Lieve dai tempi del Belgio!) presenta invece la chiesa che le dà il nome e una serie di caffè e ristoranti, dove ho mangiato anch’io.
Markt, infine, è la piazza su cui si trova il municipio ma, soprattutto, una delle sorprese di questa città. Passando di lì avevo adocchiato una vecchia chiesa dominicana del XIII secolo che, tuttavia, oltre che sconsacrata sembrava pure non visitabile, ma anzi riadattata a negozio. Lì per lì ho pensato che fosse un peccato non valorizzarla, perché oltre a essere antica, sembrava da fuori piuttosto bella. Tuttavia, avendo notato che all’interno c’è una libreria, avevo deciso di ripassare quando avesse aperto. L’ho fatto e… è bellissima. Vedere scaffali e scaffali di libri disposti su più piani tra le colonne e le volte è davvero speciale. Se passate da quelle parte, visitate il Book Shop Dominicanen!

Municipio.

Di Maastricht sono belle anche le aree verdi. Consiglio di percorrere un tratto delle vecchie mura per passeggiare nel verde tra i canali. Potreste, ad esempio, uscire tramite la Helpoort, la porta cittadina più antica dei Paesi Bassi (un altro record, stavolta più attendibile).
Poco lontano si trova anche il fiume Mosa, sul quale si erge il Sint-Servaasbrug, il ponte più antico dei Paesi Bassi (eh, pure questo!), che però è stato ampiamente ricostruito dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Un’altra curiosità, benché distante dal centro, è il monumento a D’Artagnan, che qui morì nel 1673.
In conclusione, sebbene Maastricht sia una realtà più modesta rispetto ad altre famose città turistiche, non mancano attrazioni interessanti che possono aiutarvi a trascorrere una giornata alla scoperta di realtà meno celebri di Amsterdam, ma con un loro perché (e senza dubbio più pulite e curate).

Helpoort (“la Porta dell’Inferno”), che si erge ancora tra le mura cittadine.

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