VIAGGI: Dinant, Belgio

Bentornati a una nuova tappa belga! Dinant è una piccola città ad appena 30 km da Namur, nella cui provincia ricade.
Ve ne parlo sostanzialmente per due motivi. Il primo è che, ovviamente, l’ho visitata (non parlo mai di luoghi che non ho visto personalmente), il secondo è che è celebre per la sua skyline pittoresca. Adagiata sul fiume Mosa, è spesso meta di orde di turisti desiderosi di immortalare le sue case colorate che si specchiano sulle acque, con la Collegiata a spiccare con il suo campanile a bulbo.

Dinant (2)

Questo è grosso modo lo scorcio che vi propinano in ogni sito che parli di Dinant. Magari con un cielo e un fiume più azzurri ma, come ho detto la volta scorsa, le ferie le ho avute a gennaio, quindi ho preso quello che offre il clima in questo mese.


Il problema però è questo: che Dinant, in sostanza, si riduce a questa singola cartolina. Certo si possono fotografare entrambe le sponde sia a destra che a sinistra del ponte De Gaulle, ma in pratica in mezz’ora quello che i più si aspettano di vedere è già stato visto. Infatti – dal momento che di solito seleziono almeno due foto per meta che vi propongo – mi sono trovato in difficoltà nel trovarne una seconda. Cioè, vi propongo un’istantanea di me seduto accanto alla statua di Sax?

Mi rendo però conto che ho indirettamente fatto alcuni riferimenti che vanno precisati.
Ponte De Gaulle? Sì, perché l’allora tenente dell’esercito francese e poi presidente venne ferito qui durante la I guerra mondiale, quindi una statua lo ricorda accanto al ponte a lui dedicato. L’impatto del conflitto è stato significativo in queste zone. A Dinant, il 23 agosto 1914, venne compiuto il più grande massacro di civili a opera delle truppe tedesche. Un memoriale posto su una collina adiacente al centro ricorda il tragico evento.
Se avete voglia di camminare, qualche metro più in là si trova anche la Maison Leffe, celebre per la produzione di una nota marca di birra.

Dinant (1)

Alla fine ho optato per una foto del solo signor Sax, senza di me.

Passando all’altra sponda del fiume, noterete che sul ponte e un po’ ovunque per la città sono presenti statue di sassofoni, invero abbastanza pacchiane. Questo perché qui, nel 1814, nacque Adolphe Sax. La sua casa ospita oggi una stanza in cui vengono mostrati strumenti da lui creati e informazioni storiche sulla sua vita e le sue opere.
Il centro è piuttosto piccolo e si gira in breve tempo. L’edificio principale è la già citata Collegiata di Notre Dame, a ingresso gratuito e che vi invito a visitare.
Nelle immediate vicinanze c’è anche l’ingresso alla Cittadella, massiccio edificio che spicca in cima alla collina e che fa sempre capolino nelle foto-cartolina.
Se uno ha voglia di perdere tempo e non vuole arrendersi all’evidenza che non c’è poi tanto da fare a Dinant, può percorrere il lungofiume fino ad arrivare alla Abbaye Notre-Dame de Leffe, dove originariamente veniva prodotta la già citata birra.

Riassumendo, Dinant è un bel posticino, che può tranquillamente meritare una visita. Non credo però sia così imprescindibile da anteporla ad altre mete vallone, come Namur.
Tra l’altro in gennaio da quelle parti fa luce colpevolmente tardi (dopo le 08:30) e quando sono arrivato con il treno ho vagato per una mezz’ora al buio tanto per.

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Una risposta a VIAGGI: Dinant, Belgio

  1. Vincenzo ha detto:

    sono d’accordo, foto bellissima della città che si specchia sulla Mosa, ma poco di più…
    però vale la pena passarci…

    Piace a 1 persona

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