VIAGGI: Sanremo, Italia

Bentornati!
Per una serie di motivi mi sono ritrovato a fare un salto in questa cittadina ligure in provincia di Imperia, famosa per diversi elementi: il festival, il casinò, i fiori. Con circa 55.000 abitanti e incastrata tra mare e monti, non ha in teoria le carte per essere caotica e trafficata, e invece… Naturalmente l’afflusso turistico contribuisce non poco. Mescolando liberty, barocco, neoclassico e quant’altro, si presenta più maestosa e monumentale di quanto si potrebbe sospettare, con alti palazzi, lussuosi alberghi e numerosi giardini.

Sanremo (1)

Casinò.


Arteria tra le più importanti e ricca di attrazioni è senza dubbio Via Giacomo Matteotti, lungo la quale sfilano negozi su negozi e venditori vari di cibarie. La definirei il vero cuore pulsante del turismo sanremese. Tre dei monumenti simbolo si trovano lungo questa strada o immediatamente nei pressi.
Il primo, venendo da ovest, è la chiesa ortodossa di Cristo Salvatore, costruita ai tempi della regina Elena del Montenegro. È una vera ventata di slavo in terra italica, ma esteticamente pregevole.
Procedendo per pochi metri, giungerete al casinò: in stile tremendamente liberty e decisamente maestoso, è chiaramente un tempio al denaro e alla dissoluzione, ma ha un suo fascino e da un punto di vista “estetico”, per me è un pollice su.
Ancora oltre, nel vero cuore commerciale della città, si incontra il Teatro Ariston, famoso perché vi si tiene annualmente il festival musicale. Da fuori sembra una vera poracciata. Lungo tutta la via statue, lastre e cartelloni vi ricorderanno il suddetto festival e i cantanti che lo hanno vinto.

Da Via Matteotti si diparte – per poi confluirvi di nuovo – Via Nino Bixio, che conduce alla zona balneare. Adiacente a quest’ultima si trovano il porto e il Forte di Santa Tecla, risalente ai tempi della Repubblica di Genova. In disuso per anni dopo aver servito come carcere, oggi risulta restaurato.

Sanremo (4)

Una delle varie gallerie pedonali del centro.

Addentrandosi invece nel centro storico vero e proprio, consiglio di fare un salto alla concattedrale di San Siro, che è l’edificio religioso più vecchio della città. Salendo (vi ricordo che siamo a ridosso delle Alpi) potete passare per la torre della Ciapela, prima di dirigervi verso i Giardini Regina Elena.
Da qui in poi, siamo nella Sanremo dall’aria più antica, di borgo, oserei direi senza fronzoli e lustrini ma più genuina. Gli stessi giardini sono molto belli e dall’alto si ammira il panorama della città e della costa.
Sotto, attorno e sopra si sviluppa una rete di stradine, salite, vicoli, gallerie e scalinate che permette di immergersi e addentrarsi – letteralmente – nel cuore della città. Non mancano anche qui ristoranti e negozi di souvenir, ma l’atmosfera è completamente diversa, molto più raccolta per quanto “turistica”. Forse perché molti non hanno voglia di fare delle gran salite…

Infine, credo non possa mancare un salto alle famose ville. Ce ne sono davvero tante, perché vari personaggi famosi e facoltosi hanno soggiornato qui per un certo periodo della loro vita. Il mio suggerimento per avere una buona panoramica è quello di seguire Corso Felice Cavallotti (dai Giardini ci si arriva percorrendo Via Francia, che cambia poi nome). La strada è affiancata anche da parchi e chiese e quindi, pur essendo aperta al traffico automobilistico e un po’ caotica, non manca di elementi interessanti. A poca distanza l’una dall’altra troverete Villa King, Villa Nobel e Villa Ormond, stilisticamente diverse tra loro ma accomunate da un certo sfoggio di sfarzo. L’ultima, inoltre, è immersa in un grande parco.

Pur essendo molto gettonata, insomma, Sanremo a mio avviso merita di essere visitata se si ha un fine settimana libero e non si abita troppo lontani. Oppure se, come nel mio caso, vi trovate qui quasi per coincidenza, avrete comunque parecchio materiale con cui trascorrere il tempo. Vi ho infatti elencato solo alcune delle possibile attrazioni.
L’aspetto forse più negativo è il traffico – sia pedonale che automobilistico – che rende difficile gustarsi la città in maniera tranquilla e “intima”, ma questo elemento è compensato dalla molteplicità di possibili attività.

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