FILM: 6 cortometraggi western che meritano

Bentornati! Ormai siamo agli sgoccioli di questa mia lunghissima rassegna di western suddivisi per categorie. Oggi voglio proporvi alcuni cortometraggi: per essere definito tale, un film deve durare meno di 30 minuti.
Ho scelto di proporvi tre tipologie di corti: 1) Quelli risalenti all’epoca del cinema muto, quando il corto era la prassi, benché non mancassero opere più lunghe; 2) Quelli del periodo successivo, quando il lungometraggio si era già imposto come standard del cinema; 3) I corti animati, che essendo molto numerosi non potevo ignorare.
Let’s go!

— CORTI DEL PERIODO MUTO —

Sono davvero tantissimi e non nascondo che sceglierne solo due è stato parecchio difficile.

short-western-02.jpgThe Renunciation
The Renunciation, 1909, Stati Uniti, regia di D. W. Griffith
Impostazione e regia estremamente “classici” da parte del principale pioniere del cinema muto, Griffith.
Due grandi amici condividono fatiche e gioie nella loro concessione mineraria. Solo l’arrivo di una ragazza può turbare la loro relazione, e lo fa al punto che sono disposti a un duello mortale con bowie knife per decidere chi l’avrà. Il finale è particolarmente originale, almeno per l’epoca, e mi ha sorpreso positivamente.
Da segnalare la performance attoriale di Mary Pickford, regina del cinema muto.
Durata: 11 minuti.
Sempre su due amici che si contendono una donna e con un finale inaspettato: Friends (1912), stesso regista e stessa attrice protagonista.

Short western 01The Last of the Line
The Last of the Line, 1914, Stati Uniti, regia di Jay Hunt
Decisamente più drammatico è questo corto incentrato sul capo indiano Lontra Grigia, che è in buoni rapporti con i bianchi e che ha mandato suo figlio Tiah a studiare per tenere alto il nome della famiglia e del clan. Peccato che Tiah non sia esattamente uno studente (o un uomo) modello e che intenda attaccare il convoglio con le paghe dei soldati. L’evento rischia di compromettere tutto ciò a cui Lontra Grigia tiene.
Anche in questo caso, il finale è particolarmente interessante e intenso, nonostante la recitazione “overdramatic” tipica di queste produzioni.
Da sottolineare la presenza di Sessue Hayakawa, ben più noto per il suo ruolo in Il ponte sul fiume Kwai, nei panni del figlio.
Durata: 20 minuti.

— CORTI DEL PERIODO SONORO —

Entrambi questi film hanno vinto l’Oscar come miglior cortometraggio.

Short western 03Un avvenimento sul ponte di Owl Creek
La Rivière du Hibou, 1961, Francia, regia di Robert Enrico
Tratto da un racconto di Ambrose Bierce, inizia con una lenta ma studiata scena che si svolge su un ponte. Siamo durante la Guerra Civile e un uomo viene condannato all’impiccagione con l’accusa di essere una spia sudista. Al momento dell’esecuzione, però, la corda si spezza e lui cade nel fiume…
Per me è un ottimo prodotto, che tiene alta la tensione fino al bellissimo finale. Anche sotto il profilo tecnico credo sia stato realizzato molto bene, calibrando bene tra intensi primi piani e scene di azione. Girato in inglese, anche se realizzato in Francia, è praticamente privo di dialoghi, perciò può essere seguito benissimo da chiunque anche senza sottotitoli.
Curiosamente, è stato riciclato come episodio di Ai confini della realtà.
Durata: 28 minuti.

Short western 04The Resurrection of Broncho Billy
The Resurrection of Broncho Billy, 1970, Stati Uniti, regia di James R. Rokos
Ammetto candidamente di averlo trovato estremamente noioso e decisamente non così innovativo o ben realizzato da meritare un Oscar.
Tutto ruota intorno ad un giovane che vive in una grande metropoli ma sogna di essere un cowboy. Si sovrappongono continuamente le sue fantasie con la realtà, mescolando le due dimensioni con riprese che si alternano tra il vero e l’onirico.
Ha un sapore estremamente amaro, perché risulta evidente che quelle del ragazzo rimarranno sempre fantasie e che non solo quel mondo di frontiera non può tornare, ma la sua stessa vita è abbastanza meschina. Che si ami o meno il West, è possibile identificarsi con qualcuno che vorrebbe essere altrove, che sogna di evadere dalla sua realtà. Risulta quindi un corto interessante, benché a mio avviso non riuscitissimo.
Broncho Billy era il nome di un celebre attore di corti muti.
Durata: 23 minuti.

— CORTI D’ANIMAZIONE —

La banda Disney, i Looney Toons, Tom&Jerry, Woody Woodpecker… tutti sono finiti una o più volte nel West, per non parlare di tante produzioni stand alone e/o indipendenti.

Short western 05Topolino eroe del West a.k.a. Topolino nel Far West
Two-Gun Mickey, 1934, Stati Uniti, regia di Ben Sharpsteen
Forse il migliore tra quelli prodotti dalla Disney, vede il tipico trio degli albori (Topolino, Minnie, Gambadilegno) nei classici ruoli di eroe improvvisato ma un po’ goffo, damigella in difficoltà e bandito tracotante.
Le gag fisiche sono carine e anche gli elementi un po’ surreali, che di solito non mi entusiasmano, sono ben inseriti. L’animazione è – come spesso accadeva in questi corti – rapida, con movimenti fluidi, i corpi quasi gommosi, e ha superato bene la prova del tempo.
Rimane un prodotto pensato per un pubblico molto giovane, ma può strappare un sorriso anche a chi è più “stagionato”.
Durata: 9 minuti.

Short Western 06Borrowed Time
Borrowed Time, 2015, Stati Uniti, regia di Andrew Coats and Lou Hamou-Lhadj
La storia ruota intorno a uno sceriffo e a un tragico evento del passato che non riesce a dimenticare. Devo necessariamente limitarmi a questo brevissimo riassunto, perché altrimenti rivelerei tutto il film!
Se ha visto la luce è stato perché la Pixar permise agli artisti di usare le sue risorse per realizzare delle proprie opere indipendenti (tutto ciò è noto come Co-op Program). Alcuni di loro, nel tempo libero, hanno prodotto questo cortometraggio, che mi sento di consigliare a tutti.
Nella sua brevità, riesce a tenere lo spettatore con il fiato sospeso ed è sufficientemente drammatico da rimanere impresso nella memoria. Anche graficamente mi è piaciuto. È stato anche candidato agli Oscar, ma è stato battuto da Piper.
Durata: 7 minuti.

Voi avete visto qualche corto western?

Per l’elenco complessivo dei sotto-generi western che sto trattando. —> Qui.

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3 risposte a FILM: 6 cortometraggi western che meritano

  1. Pingback: DELIRI GENERICI E FILM: Presentazione di un’iniziativa inutile | Delirium Corner

  2. Austin Dove ha detto:

    neither
    invece l’altro ieri ho visto I professionisti, me lo linki se ce l’hai?

    "Mi piace"

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