FILM: Damsel

Damsel, Stati Uniti, 2018, regia di David Zellner e Nathan Zellner

DamselDamsel racconta le avventure di un giovane che intorno al 1870 migra nel West dove vuole ricongiungersi alla sua amata. Accompagnato da un predicatore non esattamente “certificato”, e sulle tracce di un uomo che ha rapito la sua bella, darà modo allo spettatore di rendersi conto di quanto quell’ambiente selvaggio possa essere ostile… ma non nel senso che ci si può aspettare.

Auto-definitosi una commedia, questo film in realtà non fa granché ridere. Personalmente non ho proprio mai riso, al limite ho trovato simpatica qualche battuta. L’attore protagonista – Robert Pattinson – ha addirittura parlato di slapstick comedy ma o lui non sa cosa significhi questo termine, o io ho dormito tutto il film senza rendermene conto. Nondimeno, si percepisce l’intento di non dare toni troppo seri alla vicenda, presentando situazioni paradossali e assurde, piene di gente che urla non raccapezzandosi di quanto stia accadendo. Ma da qui allo slapstick e al far ridere, ce ne passa.

Il problema sostanziale del film è, a mio avviso, che è troppo serio per essere una commedia. Gli autori avrebbero dovuto o inserire molte più battute e utilizzare una trama più “leggera”, oppure rinunciare all’idea della commedia e concentrarsi sugli aspetti crudi della storia. Per quanto già vista, infatti, la vicenda narrata avrebbe potuto avere anche un certo appeal, se affrontata senza ironie. Alcuni spunti e alcune trovate non sono niente male, e più volte mi sono detto “sarebbe stato davvero efficace se…”. Appunto: se.

Damsel 01

Il cast non si segnala per particolari estri. Sia Pattinson che Mia Wasikowska – che interpreta la donna amata, la damsel del titolo – hanno il difficile compito di barcamenarsi tra situazioni tragiche in una pellicola che si vuole comica, ma personalmente non ho trovato memorabili le loro interpretazioni. David Zellner, oltre che essere regista, interpreta il terzo personaggio più importante, che è forse anche il più azzeccato, per quanto stereotipato quanto gli altri due.

Certo, sono stato molto critico nei confronti di questo film. Questo non significa che sia inguardabile. Un paio d’ore si possono tranquillamente spendere senza sentirsi troppo derubati del proprio tempo e alla fine è un prodotto come un altro. Diciamo che, però, se qualcuno non appassionato del genere mi chiedesse un bel western contemporaneo da vedere, non gli suggerirei questo.

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