FILM: O matador – L’assassino

O matador, Brasile, 2017, regia di Marcelo Galvão

O matadorAncora una volta vi parlo di un filmino che ritengo essere poco noto. Non sto neanche a specificare a che genere appartenga, che i più attenti tra voi l’avranno già intuito. Elemento interessante è, però,  la sua nazionalità e soprattutto la sua ambientazione, entrambe brasiliane. Visto a scrocco su Netflix altrui, si è rivelato una visione caruccia.

Il film inizia con un tale che racconta una storia del passato a due malviventi. Tale storia parte dall’inizio del Novecento per poi mostrare il passaggio dall’infanzia alla vita adulta di un orfano allevato da un solitario pistolero. Questa specie di “uomo selvaggio” dei tempi moderni, ignaro della vita al di fuori del deserto brasiliano (sì, anche in Brasile c’è un’area semi-arida), susciterebbe anche la simpatia dello spettatore… se non fosse che viene mostrato come una specie di animale e privo di una grande morale, se non quella più elementare e primitiva della gratitudine per chi lo ha cresciuto. Non che sia del tutto colpa sua, considerando la vita che ha avuto.

L’aspetto che contribuisce a rendere più interessante la storia è l’intrecciarsi di una serie di vicende, i cui personaggi finiscono volenti o nolenti per avere a che fare tra loro. Abbiamo il ricco possidente straniero che fa quello che gli pare nella zona sotto il suo controllo; il contadino in cerca di vendetta per i torti subiti (e che si rivela non si sa come un pistolero provetto); il cacciatore di taglie americano trapiantato in America Latina; i cangaçeiros e i federali; le prostitute; i corrotti amministratori locali. Tale groviglio di vicissitudini, unito all’uso di alcuni flash forward, contribuisce ad aumentare la curiosità, anche se con un minimo di spaesamento.
O matador 2
Si tratta senza dubbio di un film violento e gli omicidi si sprecano, alcuni dei quali quasi immotivati. Curioso anche come tanti abbiano una mira eccezionale e siano capaci di uccidere con un colpo solo sparando alla testa (regola elementare sarebbe puntare al tronco, bersaglio decisamente più facile). Il pregio di tutto ciò è che non manca l’azione e non ci sono di fatto punti in cui il ritmo rallenta.

Il cast non dice molto a chi non sia un grande appassionato di cinema brasiliano, tuttavia le interpretazioni sono decenti. E poi sentire gli attori in lingua originale per me è stato bellissimo: il portoghese mi piace parecchio e, anche se non si capiva granché per via della variante brasiliana, la sua parlata rimane divertente e piacevole (ci sono anche personaggi francesi e americani).

Insomma, lo consiglio? Boh. Credo sia un buon intrattenimento e, durando solo un’ora e quaranta, non può neppure considerarsi una gran perdita di tempo. Certamente si può rimanere un po’ confusi da alcuni aspetti, se non si conoscono affatto certi elementi del Brasile dell’epoca come i cangaçeiros, ma nulla che crei reali difficoltà. Lo ritengo un vero western, nonostante l’ambientazione atipica, dato che ne ha tutti gli elementi.

O matador 3

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