FILM: Woman Walks Ahead

Woman Walks Ahead, 2017, Stati Uniti, regia di Susanna White

Woman Walks Ahead 01Dopo aver trattato di Sweet Country, ecco che propongo un altro western piuttosto recente, attento anche in questo caso alle minoranze indigene, cui aggiunge il ruolo importante della componente femminile.
La protagonista è la pittrice Catherine Weldon, interpretata da Jessica Chastain. Suo obiettivo è ritrarre il celebre capo indiano Toro Seduto, che vive ormai in una riserva. Siamo nel 1890, e a chi mastica qualcosa di storia della frontiera questa data dice già molto, se non tutto, su dove si andrà a parare. Non specifico niente per chi non volesse arrivare informato alla visione, ma assistere alla vicenda lasciandosi sorprendere.
L’idea di fondo, soprattutto la scelta del personaggio principale, è senza dubbio originale e poteva portare a sviluppi poco percorsi nella storia del cinema di questo genere. Il risultato finale è soddisfacente, ma forse si sarebbe potuto ottenere qualcosa di più. Si cade infatti nel rischio di risultare ripetitivi nel trattare tematiche così delicate come il rispetto dell’altro, nello specifico dei nativi, argomento che è certamente sempre importante e portatore di riflessioni, ma che è stato proposto ormai in tantissime salse.
Nonostante ciò, il film risulta tutto sommato capace di filare liscio dall’inizio alla fine. Diciamo che, pur presentando una serie di fatti piuttosto prevedibili, riesce a farlo con buona professionalità. Alcuni dialoghi mi sono poi rimasti impressi, ad esempio (cito a memoria):

“Lei mi sembra una persona piena di buone intenzioni”
“Ed è un male?”
“A ovest del Missouri può essere letale”.

L’ennesima stoccata ai “tenderfeet” dell’Est che, pur sapendo di già visto, mi diverte sempre. Un po’ meno si divertirà la pittrice, vittima di soprusi in quanto “diversa” sotto diversi punti di vista: in quanto donna in un ambiente molto mascolino come il presidio militare di una riserva indiana; in quanto persona dell’Est, vista come del tutto ignorante di questioni di frontiera ma con la pretesa di dare un parere; in quanto sospettata di manovrare contro la firma di un trattato come spia di alcuni movimenti politici avversi.

wwasittingbull
Naturalmente, come ci si può aspettare, la pittrice mostrerà un carattere forte, non risparmiando frecciatine come questa, diretta a una certa vita coniugale:

“Suo marito sa che lei è qui?”
“Sono vedova”
“Mi dispiace”
“A me no”.

Insomma, tra un po’ di ambientazione affascinante, qualche battuta, alcune riflessioni sul rispetto e sulle meschinità di alcuni rappresentanti del governo, un po’ di spari e una discreta recitazione, il film passa il mio avallo. Certo, non è un capolavoro, ma sicuramente non mi sono pentito di averci dedicato del tempo.
Nota interessante è che si tratta di uno dei pochi western a regia femminile, potrebbe essere un motivo per stimolare la vostra curiosità.

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