LIBRI: Il canone di Sherlock Holmes – Parte 5

Concludo (finalmente, potreste giustamente dire) la mia recensione di tutte le opere canoniche del celebre detective. Qui parlo degli ultimi due testi (in ordine cronologico) e termino con un breve parere finale.

Holmes 11Come Watson imparò il metodo (How Watson Learned the Trick, 1924)
Fu scritto come testo per un volume in miniatura da mettere nella libreria della casa delle bambole della regina Mary; e sì, direi che i reali inglesi erano (sono?) abbastanza viziati, se si mettevano a chiedere cose simili a Doyle e ad altri scrittori. Il testo è un brevissimo racconto che ci mostra come Watson applichi a modo suo il metodo deduttivo di Holmes per sorprendere l’amico. Carino, ma niente di più, tuttavia (ritengo) imprescindibile per chi voglia conoscere al completo le opere di Doyle sull’investigatore privato.

Holmes 12Il taccuino di Sherlock Holmes (The Case-Book of Sherlock Holmes, 1927)
Ultima opera pubblicata da Doyle sul suo personaggio più celebre, narra di avventure avvenute nell’ultima fase del periodo investigativo di Holmes.
L’avventura del cliente illustre (The Adventure of the Illustrious Client)
Ancora una volta Doyle propone un cattivo accattivante e apparentemente degno di essere considerato un valido rivale. Lo scopo è impedire che approfitti di una giovane donna, sposandola con lo scopo di raggirarla. Non c’è alcun mistero da risolvere, solo delle prove da trovare per sfidare questo personaggio. La storia è stata per me molto intrigante, ma devo ammettere che il finale, basato solo sulla pura azione, non mi ha convinto del tutto.
L’avventura del soldato sbiancato (The Adventure of the Blanched Soldier)
Oltre a tirare in ballo quello che per me è un evento storico estremamente affascinante, la guerra anglo-boera, il racconto presenta una certa dose di mistero e alcuni elementi grotteschi e da romanzo horror. Significativo è il fatto che Watson non compaia e che a narrare sia Holmes in prima persona.
L’avventura della Pietra di Mazarino (The Adventure of the Mazarin Stone)
Si tratta di una riproposizione della vicenda già narrata in The Crown Diamond (di cui ho parlato qui), che a sua volta presentava somiglianze con L’avventura della casa vuota). Forse anche per questo, è narrata – caso unico – in terza persona. Pur non trattandosi di un’indagine, ma solo di una mera prova di astuzia, è divertente da leggere. Rimane il dubbio del perché voler recuperare quella storia, cosa a cui non ho trovato risposta.
L’avventura dei Three Gables (The Adventure of the Three Gables)
Per qualche ragione che non so spiegare, questo racconto mi è parso piuttosto strano, quasi avesse elementi che me l’hanno reso diverso, particolare, rispetto agli altri di Holmes. Il mistero ruota attorno ad una strana offerta di acquisto di una casa, seguito da un furto. Solo le conoscenze del detective in merito alle biografie di pressoché chiunque minimamente famoso a Londra permettono di risalire al colpevole.
L’avventura del vampiro del Sussex (The Adventure of the Sussex Vampire)
Partendo da elementi apparentemente fantastici ed inspiegabili, Holmes deve fare luce con la sua razionalità su quanto avvenuto, per cercare di riportare il tutto su un terreno più realistico. Come mistero in sé, mi è sembrato uno dei meglio congegnati dall’autore.
Holmes 12bL’avventura dei Tre Garrideb (The Adventure of the Three Garridebs)
Il mistero è, in questo caso, estremamente facile da capire, l’unica difficoltà è risalire al movente, cosa che però si risolve facilmente grazie alla famosa conoscenza di Holmes su chiunque, cui ho accennato prima. Memorabile la scena in cui il detective mostra un reale affetto per l’amico Watson, scena che si aggiunge alle altre di cui ho parlato nel post precedente.
Il problema di Thor Bridge (The Problem of Thor Bridge)
A dare il via alla storia è la richiesta di salvare una governante dall’accusa di aver ucciso la moglie del suo datore di lavoro. Anche in questo caso ritengo che il mistero sia stato molto ben congegnato, così come intrigante è la soluzione.
L’avventura dell’uomo carponi (The Adventure of the Creeping Man)
I misteriosi e inspiegabili comportamenti di un professore universitario, ridicoli e grotteschi se non fossero spaventosi, destano preoccupazioni nella figlia e nel futuro genero. Ritengo che lo sfociare nella fantascienza di questo racconto non sia un elemento a suo favore e la soluzione non è all’altezza di quanto ci si aspetterebbe da una vicenda di Holmes.
L’avventura della Criniera del Leone (The Adventure of the Lion Mane)
Criticata da vari esperti letterari, non l’ho trovata così infame come ci si poteva aspettare, anzi credo che la soluzione del mistero sia piuttosto originale e diversa dal solito. Viene narrata dallo stesso Holmes e si svolge dopo il suo ritiro dalle scene.
L’avventura dell’inquilina velata (The Adventure of the Veiled Lodger)
Storia piuttosto anomala, in quanto è più la narrazione di eventi occorsi in passato che un’indagine. Holmes, infatti, non deve fare alcunché tranne ascoltare una vicenda triste e misteriosa. Una simile scelta può non piacere, ma senza dubbio è atipica.
L’avventura di Shoscombe Old Place (The Adventure of Shoscombe Old Place)
Molto coinvolgente e intrigante. Forse un caso non complesso come può sembrare in un primo momento, ma comunque neppure dei più lineari. Ancora una volta Doyle ci porta nelle atmosfere della campagna inglese, stavolta per indagare sugli intrighi di un uomo indebitato.
L’avventura del fabbricante di colori in pensione (The Adventure of the Retired Colourman)
In quest’ultima storia Doyle vuole dare, ancora una volta, un po’ più di ruolo a Watson, sebbene, come sempre, siano poi le deduzioni del detective ad essere decisive. Una conclusione senza infamia e senza lode per la saga di Sherlock Holmes, ma perfettamente in linea con lo stile dei racconti più classici.
Questa raccolta è stata spesso considerata dai critici come inferiore alle altre, con addirittura alcuni dubbi di racconti spuri. Se è vero che forse non tutte le storie in essa contenute sono riuscite, non ho personalmente trovato il libro nel complesso così manchevole, ma anzi dotato di vari spunti di un certo interesse. Da notare, però, il ripetuto utilizzo di espressioni del tipo “il caso più curioso/difficile/interessante/macabro”, quasi a voler convincere il lettore che pur essendo ormai ad un certo numero di storie, queste continuano ad essere avvincenti.

CONCLUSIONI
Sherlock Holmes è un personaggio talmente noto che credo chiunque dovrebbe fare lo sforzo di leggere almeno qualcosa su di lui (ovviamente mi riferisco al canone). Teoricamente, se si decidesse di optare per una storia sola, dovrebbe essere la prima, Uno studio in rosso, ma non è affatto obbligatorio. Innanzitutto perché tante altre vicende sono piacevoli da leggere e magari anche più belle, e poi perché – premesso di sapere chi sono Holmes e Watson in linea generale – non ci sono particolari difficoltà ad iniziare da una qualunque altra opera. Ecco, magari sarebbe meglio non partire da L’avventura della casa vuota o L’ultimo saluto, data la loro particolare posizione nella vita del detective. Ma per il resto, non sussistono grossi ostacoli.
Per chi volesse un suggerimento da una fonte particolarmente autorevole, benché molto coinvolta, Doyle stesso fornì, una volta, una lista delle sue storie preferite di Holmes:
1. L’avventura della banda maculata
2. La Lega dei Capelli Rossi
3. L’avventura degli omini danzanti
4. Il problema finale
5. Uno scandalo in Boemia
6. L’avventura della casa vuota
7. I cinque semi d’arancio
8. L’avventura della seconda macchia
9. L’avventura del piede del diavolo
10. L’avventura della scuola del priorato
11. Il cerimoniale dei Musgrave
12. L’enigma di Reigate
A queste ne aggiunse poi altre sette, ma penso che come base di partenza sia più che sufficiente. Precisò, inoltre, di non aver considerato l’ultima raccolta ma che, se lo avesse fatto, avrebbe preso in considerazione L’avventura della Criniera del Leone e L’avventura del cliente illustre. Da notare l’assenza dei romanzi e la presenza di storie in cui compaiano antagonisti di spessore. Molto giustificata la seconda scelta, un po’ meno forse la prima.
Per chi volesse sapere anche il mio parziale e modesto parere, elenco qui una decina di storie che secondo me o sono le più belle o sono quelle più significative per avere un quadro completo. Preciso che però mescolare entrambi questi elementi comporta inevitabilmente dei sacrifici, infatti tanti altri racconti meriterebbero di essere nella lista per la loro qualità.
1. Il mastino dei Baskerville
2. Il problema finale
3. L’avventura della banda maculata
4. L’avventura degli omini danzanti
5. L’avventura del carbonchio azzurro
6. Uno scandalo in Boemia
7. Uno studio in rosso
8. L’avventura della casa vuota
9. Il rituale dei Musgrave
10. L’ultimo saluto
Spero che questa rassegna su Holmes sia stata di vostro gradimento, alla prossima!

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2 risposte a LIBRI: Il canone di Sherlock Holmes – Parte 5

  1. benny ha detto:

    Concludi qui una bellissima rassegna che spero possa spingere tanti lettori nelle braccia del Canone :). Grazie mille per questa interessante serie di articoli. P.S. Il mastino dei Baskerville è l’avventura di Sherlock che preferisco.

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  2. illettorecurioso ha detto:

    Grazie per i tuoi preziosi consigli! Al momento ho letto Uno studio in rosso, il segno dei quattro e qualche racconto, ma conto di proseguire il prima possibile 🙂

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