LIBRI: Il canone di Sherlock Holmes – Parte 4

Penultimo appuntamento con le opere riguardanti il detective di Baker Street. Già ora si avverte un sapore di chiusura di un’epoca, come vedrete.

Holmes 09La valle della paura (The Valley of Fear, 1914-1915)
Come già fatto nel primo romanzo con protagonista Sherlock Holmes, anche qui il libro si divide in due parti: nella prima viene commesso il crimine e il “nostro” risolve il caso; nella seconda si ha una lunga digressione sul passato di uno dei personaggi. Soffermandoci sul caso vero e proprio, l’ho trovato molto ben presentato e sviluppato. Il mistero si presenta, sempre secondo me, particolarmente interessante e anche l’ambientazione e i retroscena sono stimolanti. Se è forse intuibile come si siano svolte le cose, non è però facile districarsi con esattezza in tutti i dettagli e meandri della storia. Ad aggiungere un tocco ulteriore di fascino, viene ripresa la figura del professor Moriarty, anche se nel farlo si va contro quanto illustrato nelle opere precedenti.
Meno apprezzata è stata la seconda parte, che sembra davvero inserita solo per raggiungere un numero maggiore di pagine. Non che la storia riportata sia brutta, ma stona realmente molto con il contesto in cui è calata, ovvero un’indagine di Holmes. Inoltre ha alcune vaghe somiglianze con quella inserita in Uno studio in rosso.

Holmes 10L’ultimo saluto di Sherlock Holmes (His Last Bow, 1908-1917)
Pensata inizialmente per essere l’ultima raccolta del personaggio, vede infatti nella nota introduttiva una precisazione di Watson secondo la quale al momento della pubblicazione (1917), Holmes si è ormai ritirato dall’attività. Tuttavia bisogna precisare che tutti i racconti, tranne l’ultimo, furono scritti prima di La valle della paura.
L’avventura di Wisteria Lodge (The Adventure of Wisteria Lodge)
L’aspetto forse più intrigante del racconto è il fatto che l’input per l’inizio delle indagini, e in particolare il personaggio che ne parla a Holmes, risultano alla fine totalmente incidentali. Altro elemento che dà un certo spessore alla storia è la presenza di intrighi internazionali (e di Paesi immaginari), aspetto già sfruttato da Doyle, ma sempre valido. Ulteriore elemento di pregio è la presenza di un personaggio che, per la prima volta, non sfigura rispetto al protagonista quanto a capacità di indagine. Il testo è diviso in due parti ed è piuttosto lungo per lo standard dei racconti.
L’avventura della scatola di cartone (The Adventure of the Cardboard Box)
Pubblicato molto spesso nella raccolta Le memorie di Sherlock Holmes, fu in effetti scritto precedentemente a tutti gli altri racconti inclusi in questo volume. Un elemento grottesco, un pacco contenente orecchie mozzate, è ciò che dà l’avvio al caso, che si rivela abbastanza complesso e con tanto di spiegone finale del colpevole.
L’avventura del Cerchio Rosso (The Adventure of the Red Circle)
La storia è decisamente intrigante e riguarda un misterioso inquilino dagli strani comportamenti; l’indagine porterà poi a scoprire trame e pericoli molto maggiori di quanto si potesse inizialmente supporre. Ancora una volta Doyle tira in ballo stranieri e crimini compiuti in altri Paesi, in questo caso l’Italia.
L’avventura dei progetti Bruce-Partington (The Adventure of the Bruce-Partington Plans)
Per la terza volta abbiamo a che fare con dei documenti segreti rubati. Evidentemente gli uffici governativi britannici in epoca vittoriana erano dei colabrodo. Nonostante sia impossibile non pensare ai racconti precedenti che trattano lo stesso tema, Doyle è stato in grado di introdurre elementi di novità che mantengano desto l’interesse.
L’avventura del detective morente (The Adventure of the Dying Detective)
Storia sui generis per quanto riguarda il suo sviluppo, che coinvolge una malattia tropicale che colpisce Sherlock Holmes. Data la delicatezza del tema, assistiamo ad un Watson se possibile più coinvolto del solito e anche ad una delle rare manifestazioni di quasi-affetto del detective nei confronti dell’amico.
Holmes 10bLa scomparsa di Lady Frances Carfax (The Disappearence of Lady Frances Carfax)
Il tema è facilmente intuibile dal titolo. Ancora una volta, dopo Il mastino dei Baskerville, Watson viene mandato da solo in avanscoperta – stavolta addirittura all’estero – per raccogliere informazioni sul caso, e non è l’unica somiglianza con il romanzo citato. Il racconto nel complesso è carino.
L’avventura del piede del diavolo (The Adventure of the Devil’s Foot)
Il mistero è particolarmente intrigante, peccato però che la soluzione sia non dico da racconto fantasy, ma neppure del tutto ancorata alla realtà. Nonostante questo aspetto piuttosto anomalo per gli standard di A.C. Doyle, la storia risulta piacevole. Da non dimenticare il passaggio in cui Holmes mostra, forse, il maggiore affetto per Watson mai trapelato in tutta la serie.
L’ultimo saluto. Un epilogo (His Last Bow)
Una delle poche vicende narrate in terza persona. Pensata proprio per essere ciò che il titolo rivela, non può definirsi un caso poliziesco, quanto un semplice racconto d’avventura o azione. Quasi a voler compiacere i fan, sono presenti anche accenni ad indagini precedenti e ad alcuni personaggi di un certo spessore comparsi in esse. La storia è ambientata alla vigilia della prima guerra mondiale ed è, in ordine cronologico, davvero l’ultima avventura di Holmes.

The Crown Diamond
(1921)
Brevissima opera teatrale che recupera il personaggio di Moran, conosciuto nel racconto L’avventura della casa vuota (di cui ho parlato qui) e alcuni elementi della sua trama. Pur nella sua brevità, o forse grazie ad essa, risulta molto piacevole da leggere per via dei suoi personaggi carismatici e del rapido gioco di inganni che si svolge sotto gli occhi dello spettatore (ops, del lettore, questo è solo il copione).

Nel prossimo, appuntamento, l’ultimo, analizzerò le due opere rimanenti e mi diletterò nel dare un parere personale complessivo del canone…

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2 risposte a LIBRI: Il canone di Sherlock Holmes – Parte 4

  1. benny ha detto:

    The Crown Diamond non la conoscevo, andrò a darle un’occhiata. Mentre leggevo il tuo articolo, mi sono venute in mente le diverse “citazioni televisive” di questa parte del Canone: da Sherlock (His last Bow, The Lying/Dying detective…) e Miss Sherlock (ep 1 The Devil’s Foot dove più che di fantasy si potrebbe parlare di fantascienza). Come sempre è un piacere leggere i tuoi articoli e aspetto la prossima puntata 🙂

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  2. Pingback: LIBRI: Il canone di Sherlock Holmes – Parte 5 | Delirium Corner

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