LIBRI: La canzone della crociata contro gli albigesi

di Guilhèm de Tudèla e Gui de Cavalhon (?)

Crociata albigeseAncora una volta torno a parlare di epica, tirando in ballo, una chanson de geste medievale, redatta a inizio 1200. Il tema è la guerra combattuta dal governo francese del re Filippo II contro quelli che venivano definiti gli eretici albigesi, o catari (1209-1229). Si trattava di seguaci di una corrente religiosa cristiana giunta dall’Europa dell’Est, e che si era particolarmente diffusa nel Sud della Francia (l’area di Tolosa, soprattutto). Erano malvisti dalla Chiesa e anche dallo Stato, in quanto combattere i signori locali che sostenevano questa dottrina eretica voleva dire ridurne l’influenza e il potere.

La particolarità principale del libro, a mio avviso, è l’essere stato composto da due autori. I primi canti, infatti, sono stati scritti da un certo Guilhèm de Tudèla, fortemente avverso agli albigesi; gli ultimi, da un autore di cui non si sa esattamente l’identità, che invece provava simpatie per i ribelli. Per questo i catari vengono definiti “figli di puttana” a inizio libro e “i nostri”, nella seconda parte. La cosa stride un po’, ma è senza dubbio molto interessante, per non dire divertente. Non so perché il secondo autore abbia deciso di continuare un’opera iniziata da chi la pensava diversamente, senza neppure ritoccare il materiale già esistente.

Personalmente ho trovato la prima parte meno coinvolgente, con uno stile di scrittura caratterizzato da frasi troppo brevi che rendono meno scorrevole la lettura. Pur restando sempre abbastanza limitato ai fatti – senza dilungarsi troppo in descrizioni, emozioni e dettagli delle azioni – il libro mi è parso più avvincente nella seconda parte. Complessivamente è però un’opera che mi ha permesso di scoprire qualcosa di un fatto storico di cui, sinceramente, non conoscevo praticamente nulla. Invece si trattò di un evento particolarmente importante, tanto da essere definito da molti studiosi un vero genocidio ai danni degli albigesi, da aver visto un numero di vittime stimate tra 200.000 e 1.000.000, e da aver coinvolto anche sovrani spagnoli.

Altro elemento che rende interessante il libro è il fatto di essere una chanson de geste “fuori dagli schemi”, narrando fatti contemporanei a chi scrive e perfettamente storici; in molti altri casi, la leggenda fece decisamente capolino e si tendeva a riferire eventi precedenti e mitizzati, come nel caso della Chanson de Roland (e di tutto il ciclo di Carlo Magno) o del Ciclo dei Narbonesi. Terminato prima della conclusione del conflitto, il libro non riporta di conseguenza tutti gli eventi che vi occorsero.

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