LIBRI: La materia di Britannia – Robert de Boron

Penultimo appuntamento con le opere che narrano della vita di Artù e dei personaggi che ruotano intorno alla sua corte.

Britannia 09Robert de Boron visse tra XII e XIII secolo ed è ricordato per il ruolo che ebbe nella creazione del mito del Sacro Graal. Introdotto da Chrétien de Troyes, questo oggetto misterioso assume nell’opera di Robert la dimensione cristiana cui resterà legato da allora in poi.
Praticamente nulla si sa dell’autore e a lui sono attribuiti due poemi: Giuseppe di Arimatea e Merlino, quest’ultimo giuntoci frammentario. Si ipotizza che avesse scritto anche un Perceval e, forse, una Morte di Artù. Di tutti questi poemi esistono più complete versioni in prosa, facilmente reperibili anche in italiano (non è però chiaro se Perceval e La morte di Artù fossero un solo libro o due differenti, del secondo dei quali ci è rimasto solo qualche capitolo). 

Come già avevo detto, la ricerca del Graal è una delle mie tematiche preferite nel ciclo arturiano, anche se nell’opera di Robert de Boron la storia dietro al sacro calice è quanto mai bizzarra, in primis il fatto stesso che esso venga portato in Inghilterra da Giuseppe di Arimatea, che raccolse il sangue di Cristo nella coppa. D’altro canto, qualche stranezza è forse inevitabile, se si vuole collegare la Palestina del I secolo alla Britannia del VI.
Uomo profondamente immerso nel suo mondo, l’autore dona una dimensione cristiana alla materia cavalleresca e un aspetto cavalleresco ad elementi e personaggi cristiani. Giuseppe di Arimatea diventa quindi il fondatore di un ordine cavalleresco e il creatore della prima di tre “tavole” attorno alle quali si raccolgono i paladini. La seconda sarà quella del Ricco Pescatore (il celebre Re Pescatore), successivo custode del Graal. La terza è, ovviamente, la Tavola Rotonda, presso la quale siede anche Perceval, cavaliere di Artù ma erede del Re Pescatore e futuro signore del suo castello e dell’ordine del Graal.

Britannia 10Anche il personaggio celtico e pagano di Merlino viene cristianizzato, restando comunque un profeta di eventi futuri.
L’abilità di Boron sta nel presentarci elementi forse troppo fantastici in maniera accattivante, riuscendo nel contempo a mescolare senza eccessivi attriti il retaggio storico della leggenda arturiana con elementi cristiani e vicende inventate da lui stesso, oltre che con citazioni a poeti precedenti. Tra i quattro autori di cui parlo è forse il meno noto, ma è degno di menzione per l’impatto che ha avuto nella materia di Britannia successiva.

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