TOP10: Capi di Governo

Alla vigilia delle nuove elezioni in Italia, perché non farci del male rispolverando dei veri maestri nell’arte del governare un Paese, per confrontarli impietosamente con quelli tra cui possiamo scegliere al giorno d’oggi? Ecco una sequenza di dieci soggetti che mi hanno colpito per la loro audacia/abilità/altro. Per inciso, ho praticamente escluso i sovrani, che furono prima di tutto Capi di Stato, perciò la Top10 è sbilanciata verso gli ultimi secoli.

Top 10 capi governo 03Tausert (? – 1189 a.C.) e Bay (? – 1192 a.C.)
Dopo la morte di Ramses II, la dinastia dei ramessidi, la XIX, finì un po’ in cacca, con crisi, lotte per la successione, mancanza di una figura altrettanto carismatica. Verso la fine di quest’epoca, divenne faraone Siptah, un giovane con tanto di deformazione alla gamba, non esattamente un simbolo di potenza. La sua matrigna Tausert tenne probabilmente le redini del potere effettivo fino alla morte del giovane, e divenne successivamente a sua volta faraone – una delle poche donne ad ottenere tale titolo – per un paio di anni. Altra figura emblematica dell’epoca fu il cancelliere Bay, che ebbe un’importanza nettamente superiore a quella generalmente attribuita ad esponenti non reali del governo, oltretutto stranieri (pare fosse siriano), come dimostra la sua statuaria e la sua prevista sepoltura nella Valle dei Re. Non fu rose e fiori fino alla fine, dal momento che sul finire del regno di Siptah cadde in disgrazia e venne ricordato come traditore. Questo terzetto di personaggi, tuttavia, di cui si sa così poco, ha per me un suo fascino misterioso.

Top 10 capi governo 01Temistocle (524 a.C. circa – 459 a.C. circa)
Personaggio di spicco della giovane democrazia ateniese, ne fu il politico più influente in alcune fasi cruciali della sua esistenza. Fu eletto arconte – la suprema magistratura della città – nel 493 a.C. e per fortuna seppe tenere in mano le redini anche in un’epoca in cui era facile venire ostracizzati e cacciati, se c’era sentore di eccessivo accentramento di poteri. Da me apprezzato soprattutto per le sue doti militari – fu l’artefice delle vittorie contro i persiani a Capo Artemisio e Salamina – dovette tali trionfi sul campo ad un’attenta preparazione antecedente. Fu grazie alle sue decisioni e alla sua capacità di influenzare la cittadinanza, che Atene si dotò di una flotta in grado di rivaleggiare (e sconfiggere) quella nemica. Inoltre fu in grado di ottenere la collaborazione di Sparta e degli stessi cittadini ateniesi nel prestare servizio sulle navi. Tradito, come altri prima e dopo di lui, dal suo stesso popolo, venne esiliato prima ad Argo (da dove tentò comunque di ridurre la potenza spartana a favore di quella ateniese), poi nella stessa Persia.

Top 10 capi governo 02Carlo Martello (690 circa – 741)
Celebre esponente della famiglia dei carolingi, fu maggiordomo di palazzo dei merovingi, titolo che allora stava ad indicare il reale detentore del potere, tanto che ai suoi tempi poteva ritenersi il sovrano de facto dei franchi. Ricoprì la carica dal 737 al 741, quindi per un tempo tutto sommato ridotto, ma fu sufficiente perché riuscisse a mantenere e rafforzare il ruolo della propria famiglia, che da generazioni ricopriva quella carica. Inoltre lo ricordo con simpatia per il suo exploit militare: pur con tutti i dubbi su quanto avvenne realmente a causa della scarsità delle fonti, è ritenuto l’artefice di un’importante vittoria contro i saraceni nel 732, a Poitiers. Inoltre riuscì ad incrementare l’influenza del regno in numerose zone che tentavano di ottenere una maggiore autonomia.

Top 10 capi governo 04William Pitt il giovane (1759 – 1806)
Questo primo ministro inglese fu un figo anche solo per il fatto di venire eletto a 24 anni, il più giovane della Storia. Certo l’influenza del padre, primo ministro in precedenza, dovette avere un suo ruolo. Tuttavia Pitt Jr. non fu neppure un pessimo politico. Ridusse notevolmente il debito pubblico, riorganizzò la Compagnia delle Indie Orientali e il suo ruolo in India, dovette affrontare le guerre rivoluzionarie francesi e quelle napoleoniche, fece firmare l’Atto di Unione tra Gran Bretagna e Irlanda, seppe sfruttare e implementare la superiorità industriale inglese su quella francese, concluse la Triplice Alleanza con Paesi Bassi e Prussia… insomma, se la cavò molto bene. Governò dal 1783 al 1801 e dal 1804 al 1806.

Top 10 capi governo 05Abraham Lincoln (1809 – 1865)
Figura controversa, che ebbe senza dubbio il merito di far abolire la schiavitù dalla Costituzione degli Stati Uniti, di cui fu 16° presidente dal 1861 al 1865. Riuscì a convincere il Paese ad entrare in guerra contro gli Stati Confederati secessionisti, spingendo il popolo a combattere contro quelli che erano stati concittadini fino a poco prima per una causa cui seppe dare un notevole peso. E’ innegabile che dietro la guerra non ci furono solo motivazioni umanitarie, ma anche economiche: fu un conflitto dei ricchi industriali del Nord contro un diverso sistema economico, agricolo e maggiormente aperto ai mercati internazionali quale era quello del Sud. Tuttavia la sua presidenza segnò l’inizio di una transizione verso una nuova America.

Top 10 capi governo 07Camillo Benso, Conte di Cavour (1810 – 1861)
Odiato dai meridionalisti che vedono nell’annessione del Regno delle Due Sicilie l’origine di tutti i mali del Sud Italia, Cavour fu tuttavia un abile statista, che seppe puntare l’attenzione delle potenze europee sulla penisola e sulla necessità di una sua unificazione. Con estrema lungimiranza, fece sì che il Regno di Sardegna partecipasse alla Guerra di Crimea, cosa che diede visibilità all’Italia e che le valse un successivo appoggio francese e un benestare inglese. Certo l’unità del Paese fu più tentennante e amatoriale di quella tedesca, di poco successiva, ma se avvenne lo si deve anche alle manovre politiche di questo nobile grassottello. Noti i suoi screzi con Garibaldi, quest’ultimo più uomo d’azione e meno diplomatico, ma è probabile che fossero necessarie entrambe le personalità per ottenere la formazione dell’Italia.

Top 10 capi governo 06Otto von Bismarck (1815 – 1898)
Il più grande cancelliere della Germania, oltre che il primo? Chissà. Si trattò innegabilmente di un abilissimo statista, che seppe dare impulso all’industria prussiana ed elevare il suo ruolo in Europa e nel mondo, facendone il perno da cui ebbe origine l’unità della nazione tedesca. Sotto il suo governo si ebbero le vittorie contro Danimarca (1864), Austria (1866) e Francia (1871), portando all’unificazione dei vari staterelli di etnia germanica. Instaurò inoltre le prima relazioni diplomatiche con le altre nazioni, diede il via all’impero coloniale tedesco e creò quello che è considerato il primo welfare state del mondo.

Top 10 capi governo 08Winston Churchill (1874 – 1965)
Famoso e famigerato, Churchill fu l’uomo in grado di condurre il suo Paese durante la II guerra mondiale, decidendo di resistere ad oltranza contro la Germania nazista nonostante il resto d’Europa (con l’eccezione del vecchio amico portoghese) fosse in mano a Hitler, suo alleato o neutrale. Una scommessa audace, pur con il vasto impero che aveva alle spalle per supportarlo. Fu anche grazie alla sua volontà ferrea di opporsi al nazismo che le democrazie alla fine ebbero la meglio. Celebre anche per le sue frasi mordaci e ad effetto, vinse pure il Nobel per la letteratura. Su una piccola parte della sua carriera si concentra il recente film L’ora più buia.

Franklin RooseveltFranklin D. Roosevelt (1882 – 1945)
Uno dei migliori presidenti degli Stati Uniti, che seppe trascinare il Paese fuori dalla crisi economica del 1929 con il suo piano di riforme economiche, il New Deal. Come se essere alla guida in un simile frangente non fosse già stato sufficiente, si trovò pure a governare gli USA durante la II guerra mondiale, dopo la quale essi divennero una delle due superpotenze del globo (e senza dubbio la più ricca). Fu l’unico ad essere eletto per quattro volte, dopodiché si decise di porre come limite due mandati. Un uomo molto amato dai suoi cittadini e dotato di indubbio genio politico.

Top 10 capi governo 10Deng Xiapoing (1904 – 1997)
Il pregio principale di questo leader cinese fu quello di essere riuscito ad andare oltre le politiche di Mao senza far passare tutto ciò per una negazione dei valori del leader defunto. Dando l’avvio al capitalismo di Stato, o socialismo con caratteristiche cinesi, o come lo si vuole chiamare, diede il primo impulso a quell’economia che avrebbe portato la Repubblica Popolare ad essere la potenza mondiale di oggi. Dite che ci furono anche dei difetti, come ad esempio la mancanza di diritti umani? I diritti umani sono orpelli per le rammollite democrazie occidentali. Tornate a lavorare per il Partito e la Nazione!

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Una risposta a TOP10: Capi di Governo

  1. illettorecurioso ha detto:

    Un post davvero interessante. Ammetto che non avevo mai sentito parlare di Bay, si imparano sempre cose nuove ☺️

    Piace a 1 persona

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