LIBRI: L’epica di J. W. von Goethe

Goethe epica 01Achilleide
Tra le tante cose che fece nella sua vita di persona che aveva qualcosa da dire su tutto, Goethe si dedicò anche alla creazione di un poema epico che doveva ricordare, per temi e stile, quelli della classicità greca. Nell’edizione in mio possesso, la lunga introduzione è piena di pareri di certi critici sul perché e il percome quest’opera incompiuta non sarebbe epica, o meglio lo sarebbe ma fatta male. Personalmente lascio queste discussioni a mio avviso un pelino superflue sul sottile confine tra generi e leggo con piacere quest’unico canto di un progetto rimasto incompiuto. Mi piace, rende bene lo stile proprio dell’epica greca e coinvolge. Come lettore, mi basta. Chiaramente può dispiacere approcciarsi da un’opera incompiuta, ma rimane un esperimento interessante di un autore decisamente famoso.

Goethe epica 02Arminio e Dorotea
Hermann und Dorothea, scritto nel 1798, è ambientato proprio durante il periodo successivo alla rivoluzione francese, quando le armate dei ranocchi stavano esportando ideali (ed eserciti) oltre confine. La guerra costrinse molti ad emigrare, spostandosi oltre il Reno. I protagonisti sono una ragazza costretta a fuggire dal suo luogo natale e un giovane decisamente benestante del posto in cui giunge. Ed è subito amore. Il poemetto, più che epica vera e propria, è un idillio. Carino e scorrevole, ma neppure troppo originale o memorabile. Insomma, apprezzabile ma da prendere senza troppe pretese. I comprimari sono poco numerosi e gran parte della storia si basa su dialoghi tra questi ultimi, con un’impostazione quasi teatrale.

Goethe epica 3Faust
L’opera più imponente e il capolavoro di Goethe è un dramma teatrale in due parti. Pur non essendo una poesia (o una saga, o una qualche altra forma narrativa solitamente associata all’epica) ha dei toni e delle tematiche decisamente “alti”, che ne fanno un’epica a tutti gli effetti. Perlomeno, secondo il mio modesto parere. Quando ho iniziato a leggerlo temevo che mi sarei trovato di fronte ad un mattone ma, pur non essendo una lettura spedita o facile, ho trovato un capolavoro, capace di fondere sapientemente i vari elementi del dramma: l’amore, la morte, il peccato, il rimorso, il dubbio, la speranza, la paura. Mi sento di affermare che Faust è uno dei personaggi psicologicamente più complessi tra quelli che mi sia capitato di incontrare nelle mie letture. Spettacolare è poi la descrizione della “notte di tregenda” così come l’incontro con Elena di Troia. Sono piuttosto ignorante di filosofia, ma l’opera ne è talmente intrisa che gli appassionati troveranno di che soddisfare la loro brama intellettuale.

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