LIBRI: Fredy Neptune – A Novel in Verse

di Les Murray

In occasione del mio 1000esimo libroFredy Neptune da leggere (perlomeno, il millesimo tra quelli di cui sia riuscito a ricordarmi il titolo), non ho avuto dubbi su cosa puntare. Da appassionato di epica e amante sfegatato dell’Australia, cosa poteva esserci di meglio di quella che è stata definita da molti critici un’epica contemporanea, di un autore australiano? Sono così andato sull’internet e ho comprato questo libro (non c’erano altri modi, credo, per procurarselo). Le recensioni che avevo letto erano terribilmente positive, abbastanza da accrescere una certa curiosità e un po’ anche l’hype. 

 

La trama, riassunta brevemente in quarta di copertina, è questa: durante la prima guerra mondiale, un australiano di origini tedesche viene costretto ad imbarcarsi su un vascello da guerra della Germania. Tra una peripezia e l’altra finisce in Turchia, dove assiste all’uccisione di alcune donne armene, arse vive. L’evento lo traumatizza e si accorge di aver perso il senso del tatto, ma anche di essere diventato terribilmente forte. Una scemenza assurda, ovviamente. O no?

Non del tutto. L’idea di base è, in effetti, surreale, ma l’opera è estremamente interessante. Narrando la vita del suo personaggio, Frederich Boettcher (che nessuno, nei Paesi anglosassoni, riesce mai a pronunciare correttamente), l’autore sciorina una serie di eventi occorsi nella prima metà del Novecento, dispiegando la Storia e la sua tragicità di fronte al lettore: le guerre, la crisi economica, la criminalità organizzata, la povertà, la malattia… Il poema è, in teoria, eroicomico, ma di comico ha davvero poco. Certamente non mancano gli aspetti grotteschi e sono presenti situazioni ironiche, ma la realtà è così drammatica da conferire all’opera un’estrema serietà.

Insomma, si tratta di un libro che potrebbe, di primo acchito, venire sottovalutato, ma i cui contenuti sono davvero intensi e meritevoli, ottimo spunto di riflessione. Il tema principale è quello dell’alienazione, della non accettazione dell’altro. Fredy Neptune (soprannome del protagonista) è visto come un estraneo – se non un  nemico – sia dagli australiani sia dai tedeschi. Eppure, il suo essere un eroe “multi-nazionale” è anche ciò che più volte lo salva, permettendogli di assumere identità diverse di volta in volta. Allo stesso modo, l’altra sua maledizione, la mancanza del tatto e la sua forza, se lo rende diverso e gli crea non poche difficoltà, gli permette anche di cavarsela in situazioni difficili, di dire “no” ai numerosi soprusi cui assiste.

Elementi realistici e altri surreali si fondono senza stridere, conferendoci un personaggio eroico e sovrumano e al contempo terribilmente umano, posto di fronte ad una realtà che è insensatamente crudele e spesso illogica, che affronta con coraggio, ironia e abnegazione, senza negare mai se stesso e i propri valori. Il finale aggiunge un tocco realmente epico e memorabile a tutta l’opera. Se per caso l’inglese non vi spaventa e volete provare qualcosa di originale, non posso che aggiungermi al coro encomiastico e consigliarlo caldamente.

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