LIBRI: Il western di Zane Grey

Tra i numerosi scrittori celebri del genere western, Zane Grey occupa sicuramente un posto di spicco. Tantissimi i libri da lui pubblicati, così come i film tratti da sue opere. Come già fatto per altri autori vissuti tra Ottocento e Novecento, esprimo qui il mio parere su alcune delle sue opere più significative.

Grey 01Betty Zane
(1903)
Questo romanzo non è un western in senso stretto, poiché racconta vicende avvenute lungo la frontiera durante la guerra di indipendenza americana. Narra di una ragazzina viziata che non si è mai sentita dire di no. Anzi, di una giovane donna coraggiosa che con la sua audacia salva l’accampamento dei pionieri. Mh, entrambe le cose possono ritenersi valide. Sarà che in quanto maschio tendo a immedesimarmi nei personaggi maschili più che in quelli femminili, ma Betty Zane mi è parsa infantile e piuttosto sciocca nelle sue relazioni con gli altri e con lo spasimante di turno. La storia però sa essere avvincente e ha tutto ciò che ci si aspetta da un’avventura di questo tipo, incluse buone scene d’azione. Certe descrizioni idilliache della natura e della vita di frontiera trasmettono un vero senso di rilassatezza e trasportano in una sorta di paradiso perduto. Considerando l’epoca del romanzo, il rispetto per le donne e gli indiani non è del tutto assente; un po’ meno marcato quello per i neri, ma niente di particolarmente razzista.

Il retaggio del deserto
(The Heritage of the Desert, 1910)
Uno dei primi veri e propri western dell’autore, è stato adattato tre volte per il grande schermo. La vicenda è quella di un giovane giunto dall’Est che viene accolto da una famiglia di mormoni dopo che in paese hanno tentato di linciarlo con accuse ingiuste. A poco a poco finisce con l’essere coinvolto nelle vicende del posto e ad appassionarsi alla vita nelle terre desolate dello Utah. Una classica storia di frontiera, non c’è che dire. Nel complesso non è un romanzo malvagio, l’unico difetto è forse che non riesce mai a coinvolgere veramente. Insomma, se non presenta alcuna significativa lacuna, non ha neppure quel qualcosa in più che lo renda memorabile. Senza dubbio la resa di alcune scene è efficace, in particolare quando descrive l’arsura del deserto e l’ordalia cui è sottoposto il protagonista in quell’ambiente spietato. Alcuni passaggi, però, sono eccessivamente lunghi e non esattamente appassionanti. Per concludere, un buon prodotto ma neppure un “must-read”.

La valle delle sorprese o Lassiter
(Riders of the Purple Sage, 1912)
Quello che potrebbe forse considerarsi il romanzo più importante dell’autore. Come in quello di cui ho parlato sopra, i mormoni svolgono un ruolo di primo piano, questa volta in maniera molto negativa, dato che vengono illustrati gli aspetti peggiori di certi predicatori e fanatici. L’opera è senza dubbio piena di avvenimenti – anche per via della discreta lunghezza – ma anche in questo caso alcune parti sono a mio avviso troppo dilatate e avrebbero potuto essere riassunte in un numero inferiore di pagine senza particolare detrimento. Alcuni personaggi sono i classici “tipi fissi” del genere, altri risultano piuttosto interessanti, mentre ce ne sono pure alcuni che a lungo a dare danno sui nervi. Per essere una delle opere più famose di Grey non brilla particolarmente. Questo è, ovviamente, un mio parere, dovuto anche al fatto che amo molto il western sotto forma di film, meno se su carta. Il romanzo non può però mancare per chi voglia farsi una cultura del genere letterario o della bibliografia di Grey.

Il ranger del Texas
(The Lone Star Ranger, 1915)
Tra tutti i romanzi che ho letto di Grey è probabilmente quello che mi ha coinvolto di più. Non sono mancati momenti in cui avrei voluto procedere più speditamente con la lettura, ma complessivamente penso si tratti di un buon libro. E’ diviso in due parti e molte delle questioni rimaste in sospeso nella prima non vengono riprese nella seconda, lasciando vari dubbi sul destino di alcuni personaggi. Esiste una versione estesa del romanzo, The Last of the Duanes, pubblicata nel 1996, e può darsi che in essa tali questioni vengano risolte. Anche così, comunque, la storia non perde il suo fascino: anzi, i dubbi e le incertezze non fanno che renderla più realistica, dato che nella vita non sempre si ha una risposta per tutte le vicende che accadono. La storia è ricca di avvenimenti, si sarebbero potuti ricavare un paio di libri anziché uno solo. Sfide e dilemmi morali non mancano, così come alcuni degli elementi tipici del genere: il “pardner”, il duello, la rapina, il bestiame. Pur avendo avuto delle trasposizioni cinematografiche, è forse meno noto dei due romanzi precedenti, però l’ho trovato più avvincente.

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