VIAGGI: Crete senesi

Fresco di viaggio in quel del senese, pubblico questo articolo sulla mia esperienza. Diversamente dal solito – in genere le mie recensioni di vacanze constano di elenchi ironici di cose, fatti e aneddoti – scriverò una specie di reportage con relative foto.
Avendo qualche giorno di ferie (troppo pochi per una degna capata all’estero), mi sono munito di fedele Punto, vecchia Canon e destinazione italiana. Con questo mio vacanze-da-poveri starter pack, mi sono avventurato nelle profonde terre toscane.

L’area è caratterizzata da particolari formazioni rocciose – crete, calanchi  e biancane – campi coltivati e terreni aridi (in estate). Il tutto è punteggiato di Comuni, frazioni e località che sembrano uscite dalle solite cartoline.

SAM_6709Asciano è il “capoluogo” delle crete senesi. Un piccolo tesoro, l’ennesimo borgo italiano che merita una visita, eccetera. Diversi gli edifici imprescindibili – almeno secondo i depliant locali – e in genere si presenta bene, con una discreta quantità di ristoranti con specialità tipiche (meritano parecchio) e quel tocco di trascurato che come talvolta capita non si sa bene quanto sia incuria e quanto vecchiezza.
SAM_6733Non troppo distante stavvi Rapolano Terme, amena località celebre per, bè, sì, le terme. Anche qui gli edifici storici abbondano. Meno mura che ad Asciano, ma più torri e torrette. In mezz’ora si è fatto il giro del centro storico, ma nulla vieta di passarci delle ore, eh.
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Spostandosi da Asciano è possibile fare un simpatico percorso che collega tra loro i Comuni delle crete. Andando verso Monteroni d’Arbia c’è già sentore d’Irlanda, con un discreto verde a perdita d’occhio. D’estate la zona è invece decisamente più arida.
SAM_6785Monteroni d’Arbia non ha molto da offrire. Come mi hanno detto degli anziani a cui ho chiesto informazioni, “Non c’è molto, giusto quella torre lì, che è la cosa più vecchia oltre a noi”. Più carino – benché minuscolo – è Lucignano d’Arbia (nella foto), frazione ad un paio di chilometri, lungo la strada per Buonconvento.
SAM_6805Tale strada, la “Cassia”, costituisce un tratto della via Francigena. Qui è possibile scorgere tracce di quell’aridità di cui dicevo e che è il motivo per cui ho fatto il viaggio, salvo poi riceverlo in quel posto dalle piogge primaverili, che hanno reso tutto estremamente rigoglioso.
SAM_6830Buonconvento ha tutto quello che serve per essere gnocco agli occhi di un turista in cerca di perle del Bel Paese. E’ quasi certamente il più noto dei Comuni delle crete e quello con più edifici storici ben tenuti e scorci pittoreschi di stradine piene di negozi e ristoranti.
SAM_6849Spostandosi verso San Giovanni d’Asso, ecco comparire le formazioni rocciose per cui la zona è celebre. Non c’è che dire, ci stanno di peso.
SAM_6869C’è un certo qual sentore di West americano.
SAM_6636Lungo la strada, tappa imprescindibile e principale attrazione della zona è l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, preceduta da un ristorante con vista sulle crete e con al suo interno divertenti affreschi di San Benedetto che frusta un tale per scacciargli il demonio dal corpo.
SAM_6895Infine ecco San Giovanni d’Asso, l’ultimo anello di questa catena di Comuni. Non troppo noto – se non tra gli amanti del tartufo, di cui c’è pure un museo – è per me un gioiellino sottovalutato, con belle mura, orto, qualche stradina chiccosa.
SAM_6908Trequanda non fa parte dei Comuni delle crete secondo i depliant della zona, ma vi rientra secondo Wikipedia. Comunque, sarà un 12 km da San Giovanni d’Asso, quindi un salto si può fare. Lungo il tragitto, un primo assaggio di biancane, le celebri formazioni rocciose.
SAM_6928Trequanda, una cittadina con una densità di chiese per kmq da fare invidia al Vaticano. Ha pure il suo tratto di mura e la sua torre, che paiono essere fondamentali da queste parti quanto il Municipio nel resto dei Comuni italiani.
SAM_6999Per chi abbia voglia di fare un ulteriore passo, Sinalunga è ad un tiro di schioppo. La strada è piena di… niente. Niente paesaggi significativi, niente auto*, niente elementi distintivi tranne i cartelli stradali e gli alberi intorno. Solo tu e i tornanti. Una volta arrivati, viene da chiedersi se ne sia valsa la pena. La città, arroccata spavaldamente, è più moderna nel suo aspetto – almeno in periferia – ma ha le sue chiese, i suoi vicoli strettissimi, la sua Via delle Fonti con fonti in stato di abbandono. Di potenziale ce n’è, inclusi edifici dall’VIII al XIII secolo, ma con il suo degrado non sa vendersi benissimo. Però ok, no problem, bello lo stesso.
Da qui si torna ad Asciano e il giro è concluso. C’è però ancora da vedere la parte più bella (per me).
SAM_6592La strada che porta ad Arbia si snoda in quello che è noto come Deserto di Accona. In primavera è verde come poche cose, riferivo poc’anzi, ma d’estate ha un’aridità bellissima per un amante del deserto come me. Nella foto sopra, si noti l’immancabile fila di cipressi che conduce ad una pieve, una magione o qualcos’altro. I cipressi sono elemento tipico della zona, perché fanno da frangivento e trattengono il terreno con le radici. Le crete argillose affiorano qua e là.
SAM_6597Il verde, dicevo. L’Irlanda, dicevo.
SAM_6933I paesaggi sono belli anche per la mescolanza di colori: il grigio dei terreni spogli su cui non cresce vegetazione, il verde dell’erba, il giallo e viola (qui assente) dei fiori.
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Infine ecco le cazzutissime biancane, formazioni saline. Per vederle per bene bisogna recarsi nella località di Leonina, che in pratica consta di un “castello” (un albergo) e di una strada bianca cipressosa. Andando verso Arbia è sulla destra.
SAM_6956Io sto ancora piangendo per la mancata aridità, ma voi potete ammirare il “fontone”, tipico acquitrino della zona che si forma nelle depressioni vicino alle formazioni rocciose.
SAM_6974Il giro può idealmente concludersi presso questa bruttura del francese Jean-Paul Philippe. Per chi ha voglia di faticare o ama il trekking, la camminata è ancora lunga.
Un’escursione da queste parti, per concludere, è la conferma del fatto che in Italia ogni luogo ha suoi punti d’interesse e sue specificità. D’altro canto, ribadisco che queste cittadine sono davvero piccole e, per quanto carine, la visita sarà in genere di breve durata.

*Non mi assumo responsabilità nel caso in cui troviate traffico.

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Una risposta a VIAGGI: Crete senesi

  1. Pjota ha detto:

    Tanti i punti degni di nota, ma una frase per me risalta: “Qui è possibile scorgere tracce di quell’aridità di cui dicevo, e che è il motivo per cui ho fatto il viaggio, salvo poi riceverlo in quel posto dalle piogge primaverili, che hanno reso tutto estremamente rigoglioso”. Ma anche “Il giro può idealmente concludersi presso questa bruttura del francese Jean-Paul Philippe” sorprende per il totale rifiuto della chiosa finale, quell’effetto speciale conclusivo a cui molti tendono – senza successo. Se è già bello leggerti in descrizioni di cittadine vuote, non posso che immaginare cosa vorrebbe dire leggerti su qualcosa di veramente epico.

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