LIBRI: Edgar Rice Burroughs: libri non seriali

Per concludere la mia rassegna su Edgar Rice Burroughs, riporto una breve recensione dei libri che mi è capitato di leggere che non fanno parte di una serie specifica tra quelle già trattate. Magari a qualcuno sarà utile per avere uno spunto su cosa leggere.

Fantascienza

Edizione italiana del 2010

Edizione italiana del 2010

Virginia e gli uomini mostro (The Monster Men, 1913)
Burroughs recupera il tema dello scienziato pazzo che tenta di creare la vita in laboratorio, sulla scia del famoso predecessore letterario “Frankenstein”. Il libro è piuttosto corto e si legge senza problemi. E’ forse uno dei romanzi in cui i personaggi sono meglio caratterizzati e in cui maggiormente si scava nella loro psicologia. Il finale sembra un po’ forzato, come se per fornire a tutti i costi un lieto fine si fossero inseriti alcuni elementi davvero poco probabili. Nel complesso rimane un’opera senza infamia e senza lode, non tra le migliori dell’autore ma che si lascia prendere in mano senza difficoltà.


Prima edizione paperback in volume unico, del 1965

Prima edizione paperback in volume unico, del 1965

[The Lost Continent] (noto anche come Beyond Thirty, 1915)
Romanzo piuttosto corto che prende ideologicamente le mosse dalla Prima Guerra Mondiale e dalla politica isolazionista che gli Stati Uniti tennero inizialmente. La storia è ambientata nel futuro, nel 2137, è questo mi ha riportato alla mente la serie della Luna. Il romanzo, tuttavia, non ha altro in comune con la serie di fantascienza. Non è un brutto libro, anche se paga lo scotto di essere un volume singolo e, di conseguenza, di dover dipanare in un limitato numero di pagine un mondo e un’epoca storica che, potenzialmente, avrebbero potuto richiedere molti più racconti. L’avventura è intrigante ma, appunto, si ha la sensazione che sia sviluppata troppo sbrigativamente. E’ però perfetta per una breve “evasione”.


Rivista su cui fu pubblicato originariamente il racconto. Una versione non rimaneggiata e più ampia è stata pubblicata più di recente in "Forgotten Tales of Love and Murder".

Rivista su cui fu pubblicato originariamente il racconto. Una versione non rimaneggiata e più ampia è stata pubblicata più di recente in “Forgotten Tales of Love and Murder”.

[The Resurrection of Jimber-Jaw] (1940)
Breve racconto di fantascienza “soft” che  a me non è dispiaciuto. Naturalmente lo scarso numero di pagine incide sullo sviluppo dei personaggi e della storia, che tuttavia nella loro essenzialità risultano comunque apprezzabili. Quello che conta non è tanto un’accurata e lunga descrizione dei fatti e dei soggetti coinvolti, quando il succo del messaggio che Burroughs vuole far trasparire. Ho trovato il racconto per certi versi toccante, anche se non sono sicuro che fosse questo lo scopo dell’autore. In realtà, la storia potrebbe anche leggersi come comica. Dipende tutto dall’approccio che si mette in pratica: io, personalmente, mi sono fatto coinvolgere dalla vicenda narrata e ho provato a mettermi nei panni del personaggio che dà il nome al racconto, con il risultato di trovare la storia un po’ triste, sebbene piacevole.


Edizione americana del 1976

Edizione americana del 1976

[Beyond the Farthest Star] (1940)
Questo libro dal titolo accattivante si compone di due racconti scritti nello stesso anno ma pubblicati nel 1942 (il primo, Adventure on Poloda) e nel 1964 (il secondo, Tangor Returns). Sono strettamente collegati e hanno il medesimo protagonista, perciò possono considerarsi a tutti gli effetti un solo romanzo. Si tratta di un planetary romance, genere caro a Burroughs, e pare proprio che fosse intenzione dell’autore, almeno all’inizio, farne una serie come quella di Barsoom. A me è piaciuto e un po’ mi dispiace che non abbiamo avuto modo di conoscere più a fondo il mondo in cui si ritrova il protagonista. Va tuttavia detto che nelle poche pagine che abbiamo esso si dipana comunque in maniera tutto sommato approfondita e, se si riesce a passare sopra alla surreale premessa che dà l’avvio alla storia, la lettura è meritevole. Il finale è un po’ sbrigativo e aperto a nuove avventure che però purtroppo non vedranno mai la luce (non per mano di ERB, perlomeno). Lettura consigliata in quanto, male che vada, non avrete buttato via troppo tempo.

Western

Edizione originale americana

Edizione originale americana

[The Bandit of Hell’s Bend] (1924)
Quanto mi piacciono i film western, tanto non riesco ad appassionarmi ai romanzi western. Dopo questa doverosa precisazione, specifico che questo di Burroughs non mi è dispiaciuto ma, al tempo stesso, non mi ha fatto impazzire. Buona parte della trama è piuttosto sempliciotta e i personaggi abbastanza stereotipati, soprattutto i mandriani. Si tratta tuttavia di un romanzo onesto, con uno sviluppo ben orchestrato, che dà il giusto spazio a quasi tutti gli eventi. Eventi che sono parecchio numerosi, forse un pelino troppo, considerando che, alla lunga, il libro rischia di diventare pesante, non essendo esattamente corto (per gli standard di ERB). Lo consiglio agli amanti del genere e a chi vuole una classica avventura wentern con parecchi dei tipici elementi che le contraddistinguono.


Burroughs - Altri 6

Copertina della prima edizione

[The War Chief] (1927)
Questo romanzo western prende piuttosto nettamente le difese dei nativi americani, non tacendo dei crimini e delle ingiustizie perpetrati contro di loro nella conquista della frontiera. Ambientato nel periodo finale delle guerre indiane, vede come protagonista un bianco che, ignaro di esserlo, è stato allevato fin da neonato da Geronimo, capo apache. Come sempre, Burroughs inserisce intrecci amorosi e numerose avventure. Un libro carino, ma non nell’olimpo dell’autore. Il finale, pur conclusivo, lascia aperta la possibilità di un sequel, che verrà scritto alcuni anni dopo.


Burroughs - Altri 7

Tamarra copertina di un’edizione americana

[Apache Devil] (1933)
Il secondo episodio della mini-serie dedicata al figlio adottivo di Geronimo riprende la storia dove era stata lasciata, iniziando un anno dopo la conclusione dell’episodio precedente. Molto simile per impostazione generale, è qualitativamente più o meno allo stesso livello. Forse a lungo andare le avventure vissute dal protagonista tendono a risultare ripetitive, ma nessuno dei due romanzi è eccessivamente lungo. Ancora una volta, l’atteggiamento dell’autore è favorevole ai nativi americani, dei quali assistiamo qui all’inevitabile declino.


Edizione americana con anonima ma pregevole copertina

Edizione americana con anonima ma pregevole copertina

[The Deputy Sheriff of Comanche County] (1940)
C’è del mistero in questo western, legato ad un assassinio il cui colpevole non è stato identificato e in cui il presunto omicida si è dato alla macchia. In realtà, come in altri casi di noir di Burroughs, il caso in sé e per sé non esiste, si sa già tutto dall’inizio. Più che l’indagine, dunque, è lo svolgimento della storia ad accattivarsi l’interesse del lettore, che ormai è abituato agli espedienti narrativi dell’autore, specie quelli legati agli innamoramenti tra protagonisti. Ambientato in epoca più recente rispetto agli altri western (ci sono già automobile e telefono), è forse quello meglio riuscito, riuscendo a dosare bene l’umorismo con la psicologia dei personaggi, l’azione con il mistero.


Storici

Prima edizione americana

Prima edizione americana

[The Outlaw of Torn] (1927)
Quello del romanzo storico è un terreno inconsueto per ERB e ne ho letto solo uno dei due esemplari disponibili. Questo libro è ambientato nell’Inghilterra del 1200 e il protagonista è un principe che non sa di esserlo e si è dato al brigantaggio. La storia parte non troppo interessante e per un po’ ho faticato a farmi coinvolgere. Successivamente prende il via aumentando la dose di adrenalina, per poi terminare esattamente come ci si aspettava. Non è uno dei lavori meglio riusciti dell’autore, anche se si può apprezzare. In particolare, ho trovato una (non so se volontaria o meno) somiglianza con alcuni romanzi cavallereschi. E’ ovviamente necessario chiudere entrambi gli occhi sulle forzature nella Storia (quella con la S maiuscola), adattata alle esigenze narrative.

Avventure nella giungla

Edizione in volume unico

Edizione in volume unico

[The Lad and the Lion] (scritto nel 1914, pubblicato a puntante nel 1917, pubblicato in volume nel 1938 con alcune aggiunte)
Breve romanzo che presenta diverse somiglianze con “Il figlio di Tarzan“, oltre ad avere aspetti da racconto ruritano. Si snoda attraverso due storie parallele che ci si aspetta abbiano un punto d’incontro nel finale (ma non sarà così, a parte un piccolissimo dettaglio). La parte ambientata nel Paese immaginario è forse la più interessante, essendo piena di intrighi politici e richiamando le vicende della rivoluzione russa. Anche le sequenze ambientate nella giungla o, comunque, nella natura selvaggia, sono  interessanti, ricche di avventura e azione. E’ una storia senza troppe pretese e, sebbene il finale possa essere abbastanza sorprendente, rimane un classico della letteratura di Burroughs, con molti dei suoi tipici elementi.
Una curiosità: è stata la prima opera di ERB a essere trasposta in un film, nel 1917.


Per qualche strano motivo, questa storia fu pubblicata assieme a "Beyond Thirty"

Per qualche strano motivo, questa storia fu pubblicata assieme a “Beyond Thirty”

[The Man-Eater] (1915)
Storia breve che racchiude però praticamente tutti gli elementi caratteristici dell’autore: l’avventura, gli innamoramenti, una certa dose di umorismo, l’intreccio delle vicende. L’antagonista, pur avendo alcuni tratti in comune con numerosi altri di Burroughs, è stato a mio avviso reso in maniera piuttosto efficace, sia caratterialmente sia come azioni che mette in atto. Qualche battuta qua e là, tipica dell’autore, è stata anche in questo caso ben piazzata. Beninteso, si tratta di una storiella, tuttavia ritengo sia stata resa in maniera valida. Può far storcere il naso il modo in cui sono stati raffigurati gli afro-americani, con tutti gli stereotipi che il pubblico dell’epoca dava per scontati, essendo per definizione figure macchiettistiche.


Prima edizione integrale

Prima edizione integrale

[The Cave Girl] (prima parte del 1913, seconda del 1914-17; pubblicata integralmente nel 1925)
Storia che ha degli spunti interessanti, in particolare il processo di maturazione del protagonista, ma che finisce con l’essere l’ennesima riproposizione di tematiche e trovate narrative già utilizzate abbondantemente in altre opere. L’idea di un’isola poco nota in cui per qualche motivo sono sopravvissuti dei cavernicoli è stata proposta talmente tante volte da ERB che ritrovarla ancora è un po’ seccante. Come romanzo in sé non è male, anzi l’evoluzione del protagonista – come dicevo – è stata resa in modo interessante. Tuttavia paga lo scotto del “già visto”, a meno che non si sia totalmente o quasi digiuni di ERB.


Numero di rivista su cui apparve "The Eternal Savage"

Numero di rivista su cui apparve “The Eternal Savage”

[The Eternal Lover] (aka, “The Eternal Savage”, 1914-15; pubblicata integralmente del 1925)
La prima parte fu scritta nel 1914, la seconda nel 1915. La prima ha degli aspetti interessanti e, pur riprendendo tematiche abituali, riesce a far provare al lettore qualche guizzo di novità e di suspense, in particolare nel modo in cui gli eventi vengono esposti, portando ad interrogarsi su come evolverà la vicenda. Ambientata in Africa nel Novecento, vede anche un cammeo di Tarzan, che è probabilmente l’elemento che attira maggiormente l’eventuale lettore (anche se, va detto, Lord Greystoke – come viene qui quasi sempre chiamato – sembra un po’ più noob e meno fico del solito ma, si scoprirà alla fine, un motivo in realtà c’è). La seconda parte, ambientata nell’epoca preistorica, è piuttosto deludente. Sa davvero di già visto e, a mio avviso, rovina gli elementi “fantasy” e curiosi che la prima parte aveva invece esposto in maniera accattivante, riducendoli ad un’avventura che avviene “in questo modo perché sì”, spingendosi troppo oltre nelle stranezze non spiegate. Anche il finale è piuttosto meh e – sempre a parer mio – manda davvero all’aria tutto quanto pareva ben studiato all’inizio.


Rivista su cui fu pubblicato il libro, a episodi

Rivista su cui fu pubblicato il libro, a episodi

[Jungle Girl] (aka, “Land of the Hidden Men”, 1932)
Questo racconto, ambientato nella giungla asiatica e non in quella africana, ha sì un’ambientazione parzialmente originale rispetto al solito, ma anche molti elementi in comune con le tipiche avventure di Burroughs. In particolare, possono venire alla mente “Tarzan e l’impero perduto” o “Tarzan e la città d’oro”, con l’aggiunta del classico protagonista (inizialmente) fuori posto e sperduto nella situazione in cui viene a trovarsi. Nonostante, quindi, ci siano richiami ad altre opere, la storia è comunque piacevole da leggere, complici alcune trovate nuove e la tipica scorrevolezza di ERB. Può tranquillamente essere scelta come intrattenimento, non essendo certo la peggiore delle opere di questo autore.


Altri

Rivista su cui fu pubblicato a puntate il romanzo

Rivista su cui fu pubblicato a puntate il romanzo

[The Mad King] (1914-15, pubblicato integralmente nel 1926)
Questo romanzo ruritano (ovvero una storia ambientata in un Paese inventato ma nel mondo reale, ricca di intrighi politici e romanticismo) vede come protagonista uno dei personaggi di “The Eternal Savage”. Partivo nella lettura con una certa curiosità e devo dire di non essere stato deluso, né dalla prima né dalla seconda parte. I personaggi, pur avendo molte somiglianze con gli altri protagonisti di Burroughs, sono carini e i cattivi si rivelano piuttosto azzeccati e realmente cattivi, adatti allo sfondo politico di cui è imbevuta la trama. Fa giusto un po’ strano vedere duelli all’arma bianca e cavalleria a inizio Novecento, ma si adatta bene comunque all’ambientazione generale del Paese di Lutha (che, come quasi sempre nei romanzi ruritani, si trova nell’Europa centro-orientale). Ho trovato la trama ben sviluppata e l’esposizione degli eventi curata nel numero di pagine e nello svolgimento. Lo consiglio abbastanza.


Copertina (piuttosto figa) di un'edizione americana; in precedenza era stato pubblicato assieme a "The Oakdale Affair"

Copertina (piuttosto figa) di un’edizione americana; in precedenza era stato pubblicato assieme a “The Oakdale Affair”

[The Rider] (scritto nel 1915, pubblicato nel 1918)
Altro romanzo ruritano che, benché inizialmente sembra poter essere poco interessante o ripetitivo rispetto ai precedenti, si rivela invece particolarmente ben articolato e vivace nei toni e nell’esposizione degli eventi. Come di norma per questo tipo di storie, sono ampiamente presenti il tema amoroso, l’intrigo politico, gli scambi d’identità. Ha, come penso sia inevitabile, alcune somiglianze con le analoghe opere di Burroughs, ma anche sufficienti elementi di diversità da rendere sensata una sua lettura. SPOILER: Il finale è forse un po’ troppo stucchevolmente a lieto fine, ma in fondo ERB piace anche per questo.



Burroughs - Altri 15

Numero della rivista su cui venne pubblicato il romanzo

[The Girl from Farris’s] (1916)
Una storia di dramma, pietà, redenzione. Un tema abbastanza caro a ERB, quello della donna malvista dalla società ma in realtà piena di intelligenza e sentimento, viene qui portato a livelli decisamente alti. Certo non è un romanzo privo di alcune necessarie forzature, senza le quali la società dell’epoca avrebbe forse storto il naso, ma credo rimanga un’interessante prova. Come in altri casi (ad esempio, parte di “The Return of the Mucker“), l’ambientazione è quella di Chicago, e in particolare il suo sottobosco criminale. Quanto a dramma, ci troviamo di fronte ad uno degli apici dell’autore e più di una volta viene da desiderare che lo strazio finisca e si arrivi al lieto fine. Cosa che accadrà, ma solo fino ad un certo punto, a mio avviso. Non è un capolavoro, neanche limitandosi alla sola produzione di Burroughs, però risulta interessante per il livello di tragicità e l’ambientazione contemporanea.


Rivista su cui venne pubblicata la storia

Rivista su cui venne pubblicata la storia

[The Efficiency Expert] (1921)
Libro che consiglio caldamente per il semplice fatto che, benché scritto parecchi decenni fa, presenta diversi elementi che lo rendono particolarmente attuale. In un periodo di crisi economica e difficoltà nel trovare un lavoro come quello attuale, è difficile non rispecchiarsi almeno un po’ nel protagonista. La laurea inutile (se non addirittura dannosa), il venire ignorati quando si invia il curriculum o il venire respinti ai colloqui nonostante siano numerose le richieste di lavoratori, il fardello della mancanza di esperienza che nessuno è disposto a far fare ad un giovane… in certi passi sembra davvero di leggere un romanzo contemporaneo. Per il resto, è un’altra storia di redenzione, di quelle tanto care all’autore, interessante per l’intreccio e il dramma, anche se nel finale ERB non è disposto a fare “quel passo in più” che la società dell’epoca non avrebbe forse tollerato (leggendo si dovrebbe capire cosa intenda dire).


Copertina dell'edizione integrale

Copertina dell’edizione integrale

[The Girl from Hollywood] (1922)
Un’altra storia che, al pari delle due precedenti, tratta il tema della redenzione, della persona che trova la propria strada dopo una vita vuota e dissoluta. Certamente meno tragico del primo e non vicino alla situazione attuale dei disoccupati del secondo, è però forse quello dalla trama più elaborata. Ancora una volta, l’autore si immerge in un’atmosfera parzialmente western e, come in numerosi altri casi – primo fra tutti “Tarzan and the Lion Man” – esprime un parere estremamente negativo su Hollywood, chi ci lavora e il suo contesto sociale. Unica pecca è forse l’incredibile serie di coincidenze che viene a verificarsi, che però non guastano – almeno credo – il piacere generale della lettura. In questo libro, inoltre, Burroughs tratta temi più “crudi” del solito, ad esempio la dipendenza da droghe, che in genere aveva evitato di introdurre nelle sue avventure.

***Extra***

Burroughs - Altri 16[Beware!] (1922)
Racconto che prende le mosse dalla paura del pericolo rosso piuttosto marcata nell’autore: in questo caso, il fittizio Paese di Assuria (indovinate a quale si ispira) vede la propria dinastia reale trucidata per fare spazio ad una rivoluzione e ad un successivo governo che si rivelerà peggiore del precedente. Il protagonista è lo scampato erede al trono che, piccolissimo, viene allevato da una famiglia irlandese che si trasferirà in America. La storia è però un racconto giallo, ambientato in una villa nella quale saranno compiuti degli omicidi. Libretto interessante, curiosamente omesso dalla lista delle opere dell’autore, anche se non eccezionale nello svolgimento del caso (più interessante l’aspetto geopolitico e di intrigo internazionale).

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Libri e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a LIBRI: Edgar Rice Burroughs: libri non seriali

  1. Pingback: Author’s Profile: Edgar Rice Burroughs | Delirium Corner

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.