LIBRI: Paradiso perduto + Paradiso riconquistato

di John Milton

paradiso-perdutoParadiso perduto
Ricordo che la prima volta che presi in mano l’opera, ne soffrii la lettura e trovai il poema lento e stancante. Anni dopo, affrontando un’altra edizione, riuscì invece a coinvolgermi e fui in grado di trovare al suo interno scene e descrizioni che mi affascinarono.
Il tema è quello della cacciata dal paradiso di Satana e dei suoi seguaci, relegati a vivere (e regnare, nel caso del capo) sugli inferi. In cerca di vendetta, il leader dei ribelli decide di indurre in tentazione Adamo ed Eva, rendendoli mortali e peccatori.
La battaglia tra le forze celesti positive e negative non è presente nei testi canonici della Bibbia, pur essendo un evento piuttosto noto della tradizione religiosa. Milton è abile nell’affrontarlo, profondendosi in descrizioni delle schiere che si affrontano e non mancando di enfatizzare l’epicità della battaglia. La parte successiva, che vede per protagonisti i primi due esseri umani, è più imperniata sulla psicologia di questi ultimi, sulla loro vita nell’Eden e sulle sottigliezze di Satana.
Elementi amati da Milton sono le già citate descrizioni, spesso particolarmente dettagliate, e i dialoghi – anzi, i monologhi, si potrebbe dire – nei quali i personaggi fanno sfoggio di tutta la loro dialettica o si perdono in lunghe narrazioni. Si tratta di aspetti che possono effettivamente rendere ostica la lettura, perché si prendono i loro spazi a scapito di elementi più vivaci e accattivanti, come l’azione (di un qualsiasi tipo).
Nondimeno, Milton rimane un caposaldo della poesia inglese e questo testo, in particolare, ne è forse il più importante esempio epico.

paradiso-riconquistatoParadiso riconquistato
Non riuscendo a reperirlo in italiano e avendolo trovato per caso in inglese ad un mercatino, l’ho affrontato in lingua originale. Non semplicissimo, in quanto scritto nel ‘600, ma affrontabile.
Quasi un sequel del precedente, questo poema descrive la tentazione di Cristo che, ritiratosi nel deserto per quaranta giorni a pregare e meditare, viene avvicinato da Satana, che gli offre – come nel Vangelo di Luca – prima acqua e cibo, poi ricchezza e potere.
Anche in questo caso, anzi di più, i dialoghi hanno un ruolo determinante. Buona parte del poema è, infatti, un botta e risposta tra il Maligno e Cristo. Tuttavia, la mancanza di azione – pur essendo quasi assoluta – risulta forse meno pesante che in “Paradiso perduto”. La battaglia che qui si compie è solo dialettica e psicologica, lo si sa dal principio, ed è incredibile pensare che da un evento così brevemente descritto nella Bibbia il poeta sia riuscito a trarre una cinquantina di pagine di poema. Non lunghissimo, comunque, e per questo in grado di far arrivare il lettore fino alla fine, magari anche quello abituato a letture più vivaci.

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