LIBRI: Tebaide + Achilleide

di Publio Papinio Stazio

tebaideTebaide
Stazio appartiene alla cosiddetta “epoca argentea” della letteratura latina, quella intorno al I secolo d.C., chiamata così per distinguerla da quella precedente, “aurea”, dominata dalla figura di Virgilio. Eppure questa Tebaide è riuscita a coinvolgermi parecchio, facendomi pensare, a tratti, che forse il cantore di Enea occupa un primo posto non del tutto meritato nella critica letteraria. Magari, alla fin fine, non è così, ma ritengo che l’opera di Stazio meriti comunque una lettura.
Si tratta di un dramma molto vivo e ben descritto, e narra la guerra tra sette principi greci e la città di Tebe, a causa del trono di quest’ultima, conteso tra i fratelli Eteocle e Polinice. Il poema rende molto bene le scene che illustra, si riesce quasi ad immaginare una possibile trasposizione cinematografica man mano che si scorrono le pagine. La resa dell’azione e dei dialoghi è, quindi, estremamente efficace e, per certi aspetti, moderna.
Anche la caratterizzazione dei personaggi è dettagliata, per quanto il genere letterario e le esigenze narrative lo consentano: ciascuno dei sette principi, così come altri guerrieri e non solo, riceve un giusto spazio e una sufficiente disamina caratteriale. L’autore è riuscito, inoltre, a differenziare sufficientemente tutti i protagonisti, elemento a mio avviso non scontato nell’epica classica.

achilleide-stazioAchilleide
Poema incompiuto che, come si evince dal titolo, doveva essere una descrizione delle gesta di Achille, iniziando dal suo periodo presso Sciro: qui, vestito da donna – che disonore per un aspirante eroe – era stato mandato dalla madre affinché si nascondesse ed evitasse il destino di morte prematura che lo attendeva sotto le mura di Troia. Come ben si sa, alla fine il richiamo delle armi e di una vita breve ma spesa tra gesta eroiche sarà troppo forte, e il giovane Achille partirà per la guerra. E qui termina il poema, interrotto per la morte di Stazio. Più concentrato sulla psicologia dei personaggi, l’etica, l’innamoramento dell’eroe e di Deidamia, è – sebbene la diversità rispetto alla Tebaide – una lettura interessante, che riesce a non annoiare troppo nonostante la mancanza di azione. Da leggere per completezza, se si è interessati all’epica latina o del solo Stazio.

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