TOP10 FILM: Film muti

Chi non ha mai visto un film muto? Bè, in realtà, forse, parecchie persone. Persone che magari preferiscono continuare così. Io, invece, mi sono dedicato anche a simili visioni ben più che vintage, facendomi anche del male con produzioni da due/tre ore. Eppure, di opere belle ce ne sono anche antecedenti al sonoro. Qui ne elenco dieci che mi hanno favorevolmente colpito, scegliendole però solo tra i lungometraggi.

Top10 film muti 1010) The Four Feathers
Stati Uniti d’America, 1929, regia di Merian C. Cooper, Lothar Mendes e Ernest B. Schoedshak 

A differenza di varie altre versioni di tale storia, mi pare che questo “Le quattro piume” non sia mai giunto in Italia. Eppure, non è malaccio (su Imdb è tuttora al secondo posto come miglior versione dopo quella del 1939).
La vicenda è sempre la solita, un soldato britannico viene accusato di codardia perché non intende prendere parte alla spedizione contro il Mahdi, ma in un modo o nell’altro, riuscirà a riscattarsi.
Per un amante dell’impero britannico come me, un film come questo ha parecchi degli elementi necessari per piacermi. Peccato solo che sia una produzione USA e non UK, ma non si può avere tutto. Impressionante pensare al numero di comparse di cui si sono serviti per le scene di battaglia: all’epoca mica c’erano i computer a fare tutti gli effetti speciali, #sapevatelo

Top10 film muti 099) Ottobre!
Unione Sovietica, 1928, regia di Grigori Aleksandrov e Sergei M. Eisenstein

Avrei potuto mettere “La corazzata Potemkin”, ma perché, considerando che mi è piaciuto meno di quest’altro lavoro del propagandista Eisenstein? L’argomento è sempre quello, la bellezza del comunismo, il sapore di libertà che si respira alla caduta del regime dittatoriale dello zar, il popolo che lotta e ottiene i suoi diritti. Propaganda che può risultare un po’ stomachevole, ma che a me non ha mai particolarmente infastidito troppo nei film.
La resa è qui efficace, il bianco e nero ben si appaia al tono documentaristico, i momenti salienti sono illustrati in un crescendo di tensione che culmina nel fatidico mese di ottobre e in quei “dieci giorni che sconvolsero il mondo”, quando i bolscevichi assunsero il potere. Non c’è molto altro da dire: chi lo vedrà, saprà a cosa andrà incontro.

Top10 film muti 088) I tre furfanti
Stati Uniti d’America, 1926, regia di John Ford

Un film che non brilla per fama e che non molti piazzerebbero in una Top10. Dello stesso Ford, suppongo che la maggioranza dei critici sarebbero più propensi ad inserire “Il cavallo d’acciaio”. Ad ogni modo, non essendo io un critico né un esperto di cinema, bensì un semplice interessato e un amante del western, inserisco di prepotenza questo “3 Bad Men”, che ha avuto il pregio di intrattenermi piacevolmente per un’oretta e mezza. La qualità della pellicola superstite non è delle migliori, ma questo non inficia più di tanto la storia: tre fuorilegge, che evidentemente hanno un cuore anche loro, si prendono cura di una ragazza i cui genitori sono morti, il tutto nella spietata desolazione del deserto americano. Momenti comici e di dramma si alternano senza che gli uni o gli altri danneggino la visione complessiva.

Top10 film muti 077) La grande parata
Stati Uniti d’America, 1925, regia di King Vidor e George W. Hill

Forse non il più celebre tra i film di guerra dell’epoca del muto (si pensi, tra gli altri, a “Come vinsi la guerra” e “I quattro cavalieri dell’Apocalisse”), ma quello che mi ha colpito più favorevolmente. Narra le vicende di un giovane soldato al fronte durante il primo conflitto mondiale, con tutti gli annessi e connessi: l’abbandono della casa paterna, dove conduceva una vita agiata; il cameratismo con i commilitoni, di tutte le classi sociali; l’amore per una ragazza francese, che è costretto a lasciare per andare a combattere. E’, ovviamente, un drammone. Credo che più di uno spettatore uscirebbe fiaccato dalla sua visione, ma rimane un ottimo prodotto dal punto di vista tecnico e narrativo.

Top10 film muti 066) I nibelunghi
Germania, 1924, regia di Fritz Lang

Questo film può considerarsi – almeno credo – uno dei capostipiti del cinema fantasy di un certo spessore. Composto in realtà da due pellicole, narra la vicenda riportata nell’omonimo poema epico. E’ quindi focalizzato sulle imprese di Sigfrido (la prima parte) e sulla vendetta di Crimilde (la seconda).
Senza nulla togliere alla versione del 1966, devo dire che questa rende molto bene il poema da cui è tratta. A dispetto della lunghezza non indifferente, che può forse far desistere dal vederla tutta in un colpo, è dotata di una certa scorrevolezza che rende piacevole la visione. La storia, di per sé, è ricca di pathos e azione, quindi ha aiutato il regista nell’impresa. Tuttavia, Lang ci ha messo del suo, ovviamente. Ritengo che le scenografie, gli effetti speciali e la resa complessiva delle emozioni dei personaggi siano tutti aspetti positivi.

Top10 film muti 055) Metropolis
Germania, 1927, regia di Fritz Lang

Uno degli emblemi del cinema muto, uno dei simboli della cinematografia di fantascienza, una delle più mordaci critiche sociali sottoforma di pellicola. “Metropolis” è tutto questo e molto altro. Difficile parlarne ignorando questo contesto, quest’alone di leggenda che si è creato. Tanto di cappello all’eclettico Fritz Lang.
E’ lento? Sì. Dura parecchio, è muto, tratta tematiche pesanti, non posso dire che sia un’opera “per tutti” e certo non è una visione da affrontare per rilassarsi spensieratamente. Però è bello? Eh, sì. Non si può ignorare. L’ambiente che viene mostrato è straniante, asettico e degradante al tempo stesso. Rende bene il concetto di distopia. Le scene finali sono una cacofonia di corpi e macchine e pare quasi di udire le urla della folla. Un’opera anticipatrice, che precorre i tempi e che forse per certi aspetti non è mai stata uguagliata.

Top10 film muti 044) La febbre dell’oro
Stati Uniti d’America, 1925, regia di Charlie Chaplin

Un Charlie Chaplin in gran forma: regista, attore, sceneggiatore e tanto altro, di questa commedia ambientata durante la corsa all’oro nello Yukon. Non è solo la famosa scena della scarpa mangiata dal protagonista per disperazione, né basta la solita abbondanza di gag “fisiche” per cui il baffetto più famoso di Hollywood era noto, a motivare la presenza del film nella classifica. Si ride, sul serio, e per quel che mi riguarda non è poco (è raro che rida, soprattutto per un film). In realtà, però, quanto viene mostrato è tutt’altro che divertente: la fame, il freddo, la fatica, la povertà… ma si tratta del regista capace di far divertire parlando di nazismo. La versione sonora, realizzata dallo stesso Chaplin negli anni ’40, è molto valida e la narrazione delle scene è anch’essa spensierata e azzeccata. Consiglio di vederlo con un amico, per commentare assieme le scene, il divertimento ne guadagnerà.

Top10 film muti 03

3) Il ladro di Bagdad
Stati Uniti d’America, 1924, regia di Raoul Walsh

La migliore (per me) versione di questa storia. E’ lineare, scorrevole, rilassante: in alcuni momenti non sembra neanche che manchino i dialoghi, la dinamicità e la recitazione degli attori riescono a sopperire a questa assenza. Forse un tantino troppo istrionico e gigionesco Douglas Fairbanks, ma sicuramente si tratta di un’interpretazione consona al personaggio che interpreta.
Anche l’uso tutto sommato limitato delle didascalie favorisce la scorrevolezza e si tratta di 2 ore e 20 che passano senza che quasi ci se ne accorga. Opera visivamente piacevole, per quanto lo consentisse la tecnica cinematografica negli anni 1920: alcuni effetti speciali sono davvero ben realizzati, se si considera che il cinema non aveva ancora una lunga storia alle spalle.
Liberamente ispirato a “Le mille e una notte”, ha un’impostazione e una morale fiabesche che sono forse un po’ distanti dai gusti moderni, ma che credo riescano ancora ad affascinare.

Top10 film muti 022) Cabiria
Italia, 1914, regia di Giovanni Pastrone

Il leader del cinema epico (peplum) italiano ci ha offerto quello che è un vero capolavoro del periodo del muto, una fonte di ispirazione per numerosi kolossal a venire, così come per il pioniere del cinema D. W. Griffith.
La storia si svolge ai tempi della seconda guerra punica, soprattutto a Cartagine, dove un nobile romano (Axilla), il suo servitore (Maciste) e una fanciulla (Cabiria) vivono una serie di peripezie e avventure, dalle quali cercheranno di uscire indenni. Se Maciste è poi assurto a fama internazionale e duratura, mentre Cabiria dà il titolo a questo film, al povero Axilla è rimasto poco con cui consolarsi.
La grandiosità della pellicola sta nella sua durata (due ore e mezza), nelle sue scenografie esagerate (celeberrima la statua mostruosa della divinità cartaginese), nel quantitativo spropositato di comparse, nelle tecniche di ripresa delle quali alcune parecchio innovative, nella trama avvincente per quanto consentito dalla mancanza di sonoro… Se siete degli stomaci forti, avvezzi al cinema più impegnativo, ve lo consiglio caldamente.
Una nota colorita: Gabriele D’Annunzio doveva prendere parte alla stesura del copione, ma non ne aveva molta voglia e quindi pare abbia realizzato solo le scritte che descrivono le scene.

Top10 film muti 011) Il vento
Stati Uniti d’America, 1928, regia di Victor Sjöström

Perché l’ho visto così tardi? E perché voi (forse) non l’avete ancora visto? Bisogna rimediare, assolutamente. “Il vento” è un film di grande impatto, fortemente voluto dalla sua interprete principale, la regina del cinema muto Lillian Gish. Si tratta di un drammone in salsa western, il cui titolo, per quanto forse non particolarmente originale, è quanto mai azzeccato. E’ il vento, infatti, il protagonista assoluto.
Buona l’interpretazione degli attori, anche se un po’ “accentuata” dal fatto di dover rendere, senza le parole, il comportamento dei personaggi. Ho trovato la Gish particolarmente in forma, in una delle sue migliori performance (benché non ne abbia viste tantissime). La regia è efficace, Sjöström – scelto dalla stessa attrice – riesce a giostrare bene i tempi per ogni scena e ci regala alcune inquadrature e scelte di ripresa piuttosto originali per l’epoca.
Il bianco e nero, sebbene non possa rendere l’effettiva natura che si dispiega davanti agli occhi degli inermi coloni, è efficace nel rendere la crudezza e soprattutto l’aridità del paesaggio in cui sono calati. La mancanza di suono contribuisce a rendere più pesante l’atmosfera, benché suggerisca – se possibile – di procurarsi una versione dotata di un valido accompagnamento sonoro, che secondo me qui è piuttosto rilevante nel ricreare le atmosfere.
“Il vento” è considerato un importante esponente del cinema muto e ne è, in un certo senso, l’araldo della fine, il suo canto del cigno, dal momento che in quegli anni stava irrompendo prepotentemente il sonoro nelle sale. A mio avviso, si tratta di una degna conclusione di un’era, di un valido rappresentante della categoria. Oltre a essere, forse, uno dei più significativi western dell’epoca del “silent film”.

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5 risposte a TOP10 FILM: Film muti

  1. - Ophelia - ha detto:

    Anche io ho visto “Metropolis” e l’intera filmografia di Chaplin. Di Fritz Lang hai visto anche “Il dottor Mabuse”?

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  2. Giacomo Mazza ha detto:

    Non fanno per me, ma sempre ottima la resa delle recensioni!

    Piace a 1 persona

  3. Pingback: TOP10 FILM: Peplum | Delirium Corner

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