LIBRI: Ciclo del “Mucker”

Questa serie è quasi certamente la meno nota tra quelle scritte da Burroughs e forse anche per questo si presenta come una delle più interessanti, dato che iniziandone la lettura non si sa (in teoria) praticamente nulla su dove andrà a parare. Il “mucker” in questione è il protagonista, un tizio cresciuto nel ghetto, manesco e sgrozzo, in pratica un “poco di buono”. Tradurre “mucker” con esattezza non credo sia possibile e non avrei saputo come rendere il nome della serie, perciò non l’ho toccato.

Prima edizione integrale del romanzo; la serie è inedita in Italia

Prima edizione integrale del romanzo; la serie è inedita in Italia

[The Mucker] (1913)
La serie è ambientata in epoca contemporanea a quando è stata scritta e inizia parlando del suo protagonista (che, come tutti i protagonisti delle serie di Burroughs, ha gli occhi grigi; non so il perché di questo attaccamento a tale colore). Il libro è piuttosto interessante e mi ha ricordato, per la sua trama, “Tarzan and the Castaways” e, in misura molto minore, “La terra dimenticata dal tempo”. Ci sono vari cambi di ambientazione nel corso della narrazione e a volte si ha quasi l’impressione, per questo motivo, di stare leggendo storie differenti. Tuttavia il romanzo scorre liscio e in maniera lineare e vi si possono riscontrare i tipici elementi delle storie di ERB: in primis amore e avventura (per mare e per terra). Ritengo inoltre che i tratti psicologici dei personaggi secondari siano qui meglio delineati che in tante altre occasioni e ho particolarmente apprezzato il finale: realistico e toccante.

 


Edizione in lingua originale

Edizione in lingua originale

[The Return of the Mucker] (1916)
Il secondo episodio della serie si rivela forse un po’ più debole per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi, pur introducendone qualcuno interessante. Tuttavia, un aspetto positivo – almeno per me – è il suo essere un romanzo totalmente “realistico”, privo di elementi fantastici come è invece tipico di Burroughs. Mi è piaciuto vedere l’autore alla prova con qualcosa di inusuale, prova che a mio avviso è ben riuscita. Le vicende fittizie dei protagonisti si mescolano ad eventi storici, in un mix tutto sommato credibile. I primi due quinti circa del libro presentano un’ambientazione differente dal resto e, pur trattandosi quasi di due storie separate per eventi e ritmo, sono entrambe a modo loro interessanti. Il finale è un po’ troppo sbrigativo e potevano spendersi un paio di pagine in più. Lo svolgimento degli eventi mi ha portato ad un inevitabile parallelo con i primi due libri della serie di Tarzan.


Edizione recente (2011) del libro

Edizione recente (2011) del libro

[The Oakdale Affair] (1917)
Si tratta di un romanzo breve che è considerato il terzo episodio della saga per il fatto che il protagonista è un personaggio del libro precedente, ma la storia è scollegata alle altre due. E’ una sorta di noir, anche se va detto che manca un po’ del reale intreccio che ritengo debba essere caratteristico della detective story e l’unico vero colpo di scena è prevedibilissimo già dalle prime pagine. Tuttavia, questo libro mi è piaciuto. L’ho trovato coinvolgente e ho apprezzato l’ambientazione realistica che fa da sfondo, come in “The Return of the Mucker”. Alcune scene sono descritte con particolare maestria nel creare una sensazione di suspense anche nel lettore. La grande quantità di personaggi può rendere il tutto più confuso, ma senza dubbio anche più interessante.

Conclusioni
Sottovalutata e poco considerata, ritengo che questa trilogia abbia invece un suo perché. Il primo libro è un po’ la quintessenza degli elementi tipici di Burroughs, alcuni dei quali – come il rapporto tra protagonisti maschili e femminili – resi inoltre con maggiore abilità e approfondimento psicologico del solito. Gli altri due romanzi, invece, si discostano dai canoni dell’autore in quanto privi di elementi surreali o fantastici (non sono molte, nel complesso, le storie di ERB avulse da queste caratteristiche). Gli elementi western del secondo hanno probabilmente avuto un certo influsso su di me, ma certamente anche gli aspetti noir del terzo sono stati apprezzati. In sostanza, la serie del “Mucker” è un po’ un potpourri di generi e, complice anche il diverso protagonista del terzo libro, dà l’idea di constare di tre opere totalmente non correlate. Sia questo un pregio o un difetto, tuttavia ritengo che le avventure siano state esposte in maniera avvincente e scorrevole e forse è un peccato che la serie non sia mai stata pubblicata in italiano.

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2 risposte a LIBRI: Ciclo del “Mucker”

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