TOP10: Incredibili sconfitte e vittorie ridicole – Il ritorno

Ormai parecchio tempo fa scrissi un “articolo” che parlava di alcune delle battaglie della Storia che a mio avviso erano state vinte (o perse, a seconda dei punti di vista) con la maggior sproporzione di forze.
Credevo che non ne avrei più fatta una simile, ma evidentemente al ridicolo non c’è mai fine. Ecco, quindi, il grande ritorno delle sconfitte più assurde.
Il mio è un semplice elenco e poco più, un invito ad approfondire di persona quelli che risultano gli argomenti più gustosi.

Battaglia di Cerami
1063

Normanni (Ruggero I di Sicilia e Serlone II d’Altavilla): 286 uomini tra fanti e cavalieri
Kalbiti, Ziridi (Ibn Al-Hawas, Principe Ali, Principe Ayyub): fonti esagerate dicono 53.000 uomini, comunque una cifra molto grossa

Top10 sconfitte 2 1Se davvero le cifre fossero state quelle suggerite da certe fonti, la sproporzione di forze sarebbe stata di 1:185, ovvero un qualcosa di mostruoso. Voglio credere che, nella realtà, si sia trattato almeno di un 1:100, perché altrimenti saremmo a livelli realmente surreali (e anche così, comunque…).
Si tratta di una battaglia combattuta durante l’invasione normanna della Sicilia. Fu importante non solo perché si trattò effettivamente di una vittoria clamorosa dei normanni, ma anche perché le perdite musulmane furono molto consistenti e perché contribuì a disgregare le loro forze, spianando la strada alla conquista completa dell’isola.

Battaglia di Maritsa (1371)
1371

Impero ottomano (Lala Şâhin Paşa, Gazi Evrenos): 800 uomini
Impero serbo (Vukašin e Uglješa Mrnjavčević): tra i 20.000 e i 70.000 uomini, più probabile una stima verso l’alto

Top10 sconfitte 2 2Nella precedente nota mi era capitato di mettere in luce soprattutto le ridicole figuracce dell’Impero ottomano. Mi sembra quindi giusto proporre qui un caso eclatante di una sua vittoria. Nella più scarna delle ipotesi, infatti, si tratterebbe di un rapporto di forze 1:25, nella più abbondante di 1:87,5. Le informazioni a disposizione per fare luce sull’accaduto non sono molto esaustive. Tuttavia, pare che abbia avuto un certo ruolo una sortita notturna svolta dagli ottomani nel campo serbo, che stava assediando Edirne. Uccidendo i capi, fu poi relativamente agevole sbaragliare migliaia di nemici e affogarne un certo quantitativo nelle acque del fiume.

Battaglia della fortezza di Tumu
1449

Mongoli Oirati (Tayisung Khan, Esen Tayisi, Alag.Temur): circa 20.000 uomini
Dinastia Ming (imperatore Zhengtong, Wang Zhen, Zhang Fu): circa 500.000 uomini

Top10 sconfitte 2 3Anche in questo caso è difficile avere delle fonti sicure, ma si sa che, come sempre nel caso di cinesi in guerra, le cifre complessive dei combattenti sono da capogiro, soprattutto se rapportate all’epoca. Si trattò di uno scontro di confine tra i mongoli e il celeste impero, che ebbe come esito non solo la perdita di un immane numero di soldati, ma anche la cattura dello stesso imperatore. Il dito accusatore viene puntato contro il comandante Wang Zhen, che fu decisamente poco abile nella gestione di quello che era, in teoria, il fior fiore dell’esercito cinese. E ce ne vuole, per perdere nonostante un rapporto di 1:25, soprattutto con numeri così alti di combattenti.

Battaglia di Hodów
1694

Commonwealth polacco-lituano (tre tizi i cui nomi ignoravo totalmente): 400 uomini
Khanato di Crimea (non si sa): tra 25.000 e 70.000 uomini, probabilmente 40.000

Top10 sconfitte 2 41:100 è davvero un rapporto assurdo e suppongo che sia un indizio del fatto che i tatari di Crimea non erano più quella superpotenza che, forse, potevano essere stati ritenuti secoli prima. Però evidentemente loro non lo sapevano e attaccavano lo stesso. La replica dei polacchi consistette nel dare delle mazzate alla loro avanguardia, per poi ritirarsi nel paesello che dà il nome alla battaglia e lì fortificarlo con barricate in legno (doveva essere legno molto robusto), che erano lì dall’invasione precedente, come a dire che ormai erano abituati. Né furono l’unica cosa che riciclarono, dato che – a corto di proiettili – usarono come surrogato le frecce nemiche lanciate loro contro. Più che una vittoria definitiva, fu un prendere i tatari per sfinimento a farli vincere, dato che quelli, dopo qualche migliaio di morti, decisero di ritirarsi.

Battaglia di Koregaon
1818

Compagnia Inglese delle Indie Orientali (Francis F. Staunton): 834 uomini
Peshwa (nominalmente Peswha Baji Rao II, in realtà i suoi comandanti in campo): 28.000 uomini

Top10 sconfitte 2 5Gli inglesi ci hanno regalato tante perle in termini di battaglie. Tra queste, anche uno scontro con i Peswha, membri della Confederazione Maratha, potente entità politica del subcontinente indiano. All’avvicinarsi dei britannici, i Peshwa si accorsero della presenza di nemici e il loro capoccia decise di mandare contro di loro un 2.000 uomini (e non tutti chissà perché), perlopiù mercenari ma il fior fiore dell’esercito. Staunton aveva deciso di assestarsi nel villaggio di Koreagon anziché attraversare il fiume Bhima e probabilmente fu un bene perché i suoi uomini riuscirono a resistere, nonostante un successo nemico iniziale, la fame e la sete. La notizia di ulteriori forze inglesi in avvicinamento fece poi ritirare i mercenari al soldo dei Peshwa. Ignorando l’arrivo di rinforzi, anche Staunton se ne andò. In realtà si trattò di una mezza vittoria, ma i britannici pensarono bene di erigere poi un monumento auto-celebrante.

Battaglia di Sabine Pass
1863

Stati Confederati (Richard W. Dowling): 36 uomini
Stati Uniti (William B. Franklin, Frederick Crocker): 5.000 uomini

Top10 sconfitte 2 6Durante la guerra civile americana, al generale Franklin, dell’Unione, venne ordinato di sbarazzarsi di Fort Sabine, piccola roccaforte sull’omonimo fiume, che controllava un relativamente importante punto di passaggio. Con quattro cannoniere e diciotto navi da trasporto, sembrava relativamente semplice per il tenente Crocker, che guidava l’avanguardia, e il suo superiore, occuparsi della cosa. A giocare a loro sfavore fu la scarsa conoscenza del fiume Sabine e in particolare dei suoi fondali. Appena giunti a tiro dei (vecchi, peraltro) cannoni confederati, furono oggetto di un bombardamento che li costrinse a ritirarsi e il progettato sbarco anfibio rimase sulla carta. Certo non fu una vittoria particolarmente decisiva per gli Stati del Sud, nondimeno poterono vantarsi di aver vinto con uno svantaggio di 1:139, che è piuttosto paradossale. Il loro bottino fu di 200 tra morti, feriti e prigionieri, con 0 vittime come contropartita.

Battaglia di Gate Pa
1864

Maori (???): circa 230 uomini
Inglesi (Sir D. A. Cameron): circa 1.650 uomini

Top10 sconfitte 2 7Non è che si tratti di una sconfitta eccessivamente clamorosa (il rapporto è di 1:7,17, grossomodo), tuttavia ho voluto inserirla perché non si dica che sono eccessivamente di parte a favore degli inglesi (e comunque lo sono). L’evento è notevole perché si trattò di una delle sconfitte più pesanti per i britannici, almeno nell’ambito delle guerre coloniali. Un pugno di maori riuscì infatti a resistere ai bombardamenti – a quanto si riferisce, particolarmente imprecisi e con armi dal raggio d’azione limitato – di forze europee numericamente soverchianti. Rinforzando il loro pa (in sostanza, una fortificazione con tanto di trincee, bunker anti-artiglieria e palizzate) e colpendo il nemico quando meno se lo aspettava da delle posizioni riparate, i nativi ottennero quella che è forse la vittoria più significativa delle guerre neozelandesi. Non è ancora ben chiaro come sia avvenuto: di fatto gli inglesi conquistarono il forte, ma alcuni rapporti dicono che all’improvviso i maori sbucarono dalle fottute pareti oppure che vennero scambiati per rinforzi.

Battaglia di Annual
1921

Repubblica del Rif (Abd el-Krim): 3.000 uomini
Spagna (Manuel F. Silvestre, Felipe Navarro): sui 23.000 uomini, forse un po’ meno

Top10 sconfitte 2 8Nel 1921 ormai faceva quasi ridere parlare di “impero spagnolo”, dato che agli iberici erano rimasti due o tre scampoli di colonie qua e là. Tra queste c’era il Sahara spagnolo, che però i nativi preferivano chiamare Rif. Non era solo una questione etimologica, ma se le davano anche di santa regione per cose come l’indipendenza dal giogo straniero. Guidati dal loro leader carismatico (ex ufficiale civile spagnolo a Melilla, peraltro), gli indigeni diedero vita ad una serie continua di rivolte, attacchi a sorpresa, azioni di guerriglia e assalti che portò, in meno di un mese, a far perdere ai nemici tutto quanto avevano guadagnato in termini di territorio nel decennio precedente. Le cifre sono surreali: 130 avamposti distrutti, il generale Silvestre sparito e mai ritrovato, 900 spagnoli trucidati dopo essersi arresi a Dar Quebdani. Ora, non so esattamente come sia stato possibile un simile cambiamento nell’andamento del conflitto, ma forse semplicemente la Spagna non ce la faceva più, ad atteggiarsi ad impero. Da notare però la bastardaggine dei nativi, che massacrarono numerosi spagnoli anche dopo la resa, a tradimento. Le vittime furono 800 contro almeno 13.000.

Operazione Compass
1940 – 1941

Regno Unito (Wavel, Wilson, O’Connor): 36.000 uomini
Regno d’Italia (vari, il mega-boss era Rodolfo Graziani): 150.000 uomini

Top10 sconfitte 2 9Probabilmente molti conoscono questa tremenda debacle dell’esercito italiano, che ai tempi della seconda guerra mondiale raggiunse forse i minimi storici quanto a capacità belliche e risultati ottenuti. In termini puramente numerici non si trattò di un divario di forze abnorme, ma quando le truppe che si affrontano sono quantitativamente così ingenti, una sconfitta clamorosa è ancora più ridicola, oltretutto quando si è in netto vantaggio anche in termini di armamenti. Sì, perché l’Italia seppe uscirne con 100.000 uomini catturati, oltre 5.500 morti e 10.000 feriti (avete letto bene? 100.000 catturati). L’operazione consisteva in un’offensiva britannica lanciata contro le truppe italiane penetrate in Egitto.  Si può dire che sia stata efficace.

Battaglia di Longewala
1971

India (vari): 120 uomini
Pakistan (vari): 2.000 uomini

Top10 sconfitte 2 10Anche in epoca contemporanea è possibile assistere ad anomalie come quelle elencate precedentemente. In questo caso, si trattò di uno scontro al confine tra i due Paesi, quando, nell’ambito della guerra allora in corso, il Pakistan attaccò un avamposto indiano nel Rajasthan. La resistenza efficace degli indiani fu dovuta ad una serie di fattori: l’abilità nel servirsi degli errori nemici, la presenza di un aereo da ricognizione nei paraggi, lo sfruttamento delle poche forze a disposizione. Non so cosa abbiano fatto poi agli ufficiali pakistani che non furono in grado di uscirne vincitori, bensì di perdere 200 soldati e vari mezzi di attacco, contro i 2 morti avversari.

***Vittoria ridicola***

Come extra, aggiungo questa vittoria in cui le perdite sostenute per ottenerla e i risultati effettivi lasciarono un po’ a desiderare.

Battaglia di Saragarhi
1897

India britannica (Havildar Ishar Singh): 21 uomini
Pashtun (Gul Badshah): 10.000 uomini

Top10 sconfitte 2 11A fine ‘800, gli inglesi controllavano – per modo di dire – un vasto territorio del Pakistan al confine con l’Afghanistan ma la cosa non piaceva alle tribù afghane pashtun. Saragarhi era un piccolo fortino situato a metà tra due postazioni più importanti, che fungeva da stazione eliografica per le comunicazioni tra queste ultime. 10.000 pashtun decisero di attaccarlo e qui si manifestò tutta la cazzoduraggine dei sikh difensori di Saragarhi, che combatterono letteralmente fino all’ultimo uomo. Il comandante, ad esempio, si offrì di difendere l’ultimo baluardo da solo, permettendo agli altri di rifugiarsi nell’edificio. L’addetto alle comunicazioni con i superiori inglesi, rimasto l’ultimo sopravvissuto, uccise una ventina di nemici e fu eliminato solo appiccando un incendio. Gli aggressori quindi vinsero, ma al prezzo di una cifra tra i 180 e i 450 morti, senza contare che fallirono nel raggiungere in tempo il forte vicino, il vero obiettivo, e vennero poi sconfitti dalle truppe britanniche.

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Top10 e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.