TOP10: Esploratori

Top10 esploratori 11Ho sempre avuto una grande stima per gli esploratori, persone disposte a rischiare la vita per accrescere il sapere.

Prima della mia personale top10 di questi personaggi, una lunga precisazione che potete benissimo saltare senza che la lettura successiva ne sia inficiata.
Ognuno può dare di “esploratore” la definizione che gli pare. Personalmente ritengo che in molti casi sia usata in maniera troppo ampia, includendo anche cose che non hanno granché a che fare.
L’idea che mi sono fatto io dai vari pareri che ho letto è che si può definire esploratore chi compie un viaggio in luoghi poco o mai documentati, il cui scopo e/o esito è fornire conoscenze circa quel luogo prima non presenti nel proprio luogo di origine. 

Di seguito metto alcuni esempi per chiarire meglio cosa intenda.

  • Indigeni americani: non sono esploratori. Raramente i primi abitanti di un posto lo sono, a meno che poi non ne riportino la conoscenza nel luogo di origine. Nel caso dei nativi americani, si insediarono lì e per millenni nessuno nel resto del mondo seppe mai dell’America. Non è esplorazione.
  • Cristoforo Colombo: è un esploratore a tutti gli effetti e può anche essere ritenuto uno “scopritore”, che se vogliamo è una sotto-categoria, cioè appartiene a quelle persone grazie alle quali per la prima volta la conoscenza (e in questo caso anche le abitudini) di un posto sono cambiati in seguito ai suoi viaggi da qualche altra parte. Non è necessario che la “scoperta” sia una cosa enorme come l’America, basta anche uno sputo come Pitcairn: quello che conta è che la visione del mondo subisca un cambiamento, per quanto piccolo.
  • Vichinghi: può forse essere esplorazione, nel senso che trovarono nuove terre (che stavano cercando) e tornarono anche indietro, ma non è una vera scoperta, perché per il mondo non cambiò nulla.
  • Edmund Hillary: ha scalato una montagna che si sapeva già esistere. Non è esplorazione, è un’impresa.
  • Attraversare il Pacifico su canoe di balsa: non è esplorazione, si sa già tutto sui luoghi raggiunti. E’ un impresa. E anche piuttosto idiota.

Ci sono anche cose “borderline” come Roald Amudsen o Neil Armstrong, per il primo dei quali si può forse dire che si trattò dell’ultimo esploratore, per il secondo che è ancora troppo presto per cimentarsi in un dibattito sull’esplorazione spaziale.

Se ci si affida a questa definizione, di fatto al giorno d’oggi (almeno sul nostro pianeta e almeno in teoria), non è più possibile un’esplorazione, dato che ogni ulteriore conoscenza apporterebbe solo minimi o nulli cambiamenti nella mappa della Terra. Ognuno può usare la definizione che preferisce, qui ho precisato la mia per spiegare quale criterio ho seguito nel selezionare i miei esploratori favoriti.

Top10 esploratori 110) Abel Tasman
Che dire di questo tipo gnocco che scoprì la Tasmania o gironzolò nei pressi di quel continente fighissimo che è l’Australia? Niente, direi, quello che penso si evince già da queste poche parole. La mia stima per il mancato tentativo di rendere l’Australia davvero una Nova Hollandia.

Top10 esploratori 29) James Clark Ross
Esploratore artico e antartico che nell’Ottocento, nonostante i pochi mezzi tecnologici, portò alto il nome di Albione girando per zone completamente ghiacciate per il solo gusto di poter dire ad altre nazioni “Noi lo abbiamo fatto prima”. Individuò il Polo Nord magnetico, scoprì l’Erebrus e il Terror e ne ebbe in cambio titoli nobiliari e il suo nome su metà Antartide. Citando Wikipedia,

Al suo nome sono dedicati il Mare di Ross, la Barriera di Ross e il Monte Ross, la montagna più alta di Kerguelen. Fu inoltre il primo a descrivere quella che in seguito venne chiamata foca di Ross.

Top10 esploratori 38) Pitea
Greco originario di Massalia (Marsiglia), che si spinse oltre le colonne d’Ercole nel IV secolo a.C., girò per le isole britanniche e il Mare del Nord. Non si conosce l’esatto tragitto da lui percorso, ma descrisse per primo il sole di mezzogiorno e l’aurora boreale. Affascinò l’immaginario collettivo dell’epoca e anche oggi resta un personaggio interessante. C’è chi vuole che fosse in esplorazione per conto di Alessandro Magno, ma sono probabilmente storielle per aumentare la fama di entrambi.

Top10 esploratori 47) Francisco Vazquez de Coronado
Un perdente simpatico, di quelli che piacciono a me. Cioé, perdente fino ad un certo punto, dato che esplorò davvero un’area immensa dei futuri Stati Uniti in un periodo in cui non se ne sapeva niente. E’ buffo però che fosse ossessionato dalla ricerca di città d’oro come Cibola e Quivira e ne abbia avuto in cambio povere capanne di paglia e fango. Introdusse il cavallo in Nord America, dove si era estinto da tempo. Citando il libro “Esploratori” di Armesto,

[…] prese una decisione in perfetto stile conquistador: rispedì indietro gran parte del suo esercito con tutto il seguito e si diresse a nord con una trentina di cavalieri, seguendo la direzione indicata dalla bussola. Sopravvissero mangiando bisonti e innalzando cumuli di letame di bisonte lungo la strada per ritrovare la via del ritorno.

Top10 esploratori 106) Charles Sturt
Un altro simpatico perdente. Convinto per chissà quale ragione in mezzo all’Australia dovesse esserci una grande distesa d’acqua, partì per il deserto portandosi una nave dietro. Gira e gira di acqua non ce n’è traccia, a parte poche pozze salmastre. Malato di scorbuto come molti suoi uomini, fu trascinato ad Adelaide, da dove era partito. Magari meno legname e più risorse idriche non sarebbe stata una cattiva idea da mettere in pratica.

Top10 esploratori 55) Lewis e Clark
I più famosi esploratori degli Stati Uniti, inviati da Jefferson a cerca una via dal Missouri al Pacifico poco dopo l’acquisto della Louisiana (nome che allora indicava un territorio corrispondente a circa un terzo degli attuali Stati Uniti). Una spedizione davvero ricca di colpi di scena, che ben si prestano ad una trasposizione cinematografica, come è più volte in effetti accaduto. Non si può non citare l’indiana Sacajawea, che fece loro da guida e interprete e diede un apporto fondamentale.

Top10 esploratori 64) James Cook
Il più famoso esploratore del Pacifico, che si mosse dalle coste canadesi a quelle neozelandesi e poi ancora in pieno Sud-Est asiatico. Il suo apporto alla mappatura delle coste australiane fu considerevole e ancora oggi in Inghilterra è considerato uno dei suoi navigatori più importanti e rappresentativi. Una fine davvero miserevole, quindi, per un uomo del suo calibro, essere ucciso così dai nativi hawaiani. Ma, forse, per un viaggiatore simile, non c’era modo migliore di morire che in una delle sue numerose imprese.

Top10 esploratori 73) Leif Erikson
Il primo europeo a raggiungere l’America, almeno così pare. Questo vichingo, personaggio rilevante di alcune saghe nordiche, fondò una serie di insediamenti in quella che chiamavano “Vinland”. Questo singolo eroe (che, ricordiamo, era stato bandito dall’Islanda, come suo padre, per crimini tipo l’omicidio) non è particolarmente noto, ma le gesta del suo popolo certamente sì. E a me fa sempre una certa impressione pensare a quei nordici che incontrarono i nativi americani: due mondi davvero molto diversi!

Top10 esploratori 82) Hanno / Annone
Celebre marinaio cartaginese che compì un viaggio esplorativo/commerciale (e, perché no, di colonizzazione) lungo le coste dell’Africa. Fino a dove si spinse rimane tutt’oggi un mistero, ma certamente la sua fu un’impresa di non poco conto. L’ipotesi più accreditata e che sia giunto a livello della Sierra Leone: niente male per le conoscenze marinaresche dell’epoca.
Bisogna anche ricordare che, su impulso del faraone Necao II, i fenici compirono anche la prima circumnavigazione dell’Africa.

Top10 esploratori 91) Burke e Wills
Esploratori dell’interno dell’Australia. Sì, anche loro. E pure essendo già la seconda metà inoltrata del XIX secolo, c’era ancora molto da mappare, in quella terra. Così come viaggi da compiere, inclusa la traversata da Nord a Sud. Traversata che, ahiloro, in realtà non completarono. Dei 19 uomini che partirono da Melbourne, parecchi rinunciarono, 7 morirono, ne rimasero solo tre (inclusi i due capi-spedizione), infine solo uno, John King, riuscì a portare a termine la missione, giungendo al Golfo di Carpentaria. A lui quindi l’onere e l’onore di riferire quanto era accaduto. (Morì poi undici anni dopo, senza essersi mai completamente ripreso dalle fatiche di quel viaggio). Del resto, attraversarono amene località dai nomi quali Mount Hopeless, quindi si poteva intuire che non sarebbe stata una passeggiata.

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