LIBRI: La ballata del vecchio marinaio

di Samuel Taylor Coleridge

“Che Dio ti salvi, o Marinaio, dal demonio che ti tormenta! – Perchè mi guardi cosí, Che cos’hai?”.
“Con la mia balestra, io ammazzai l’ALBATRO!”

Ballata del vecchio marinaioPoesia piuttosto gnocca con la giusta dose di enfasi. C’è anche da considerare il valore affettivo che risale ai tempi in cui, per non piangere, si rideva delle più piccole stronzate. Mi riferisco al liceo. Quindi il marinaio che ipnotizza l’ospite del matrimonio e sussurra “I shot the albatross” ha sempre un posticino nella mia mente. Che poi a pensarci bene la cosa è veramente assurda. Uno si fa i cazzi suoi e salta fuori un vecchio barbone che intrattiene per un’ora buona con discorsi improbabili. Però è una figata, oh. La Morte e la Vita-in-Morte che giocano ai dadi è una scena che ci sta tutta, anche perché naturalmente l’idea che uno ne ha è quella delle illustrazioni di Doré (come poi per metà delle altre opere pre-Novecento…). Così alla fine anche il lettore, come l’invitato al matrimonio, se ne esce stordito, ma poi anche più triste e più saggio.

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